Vincere a Roma è qualcosa di speciale, soprattutto per un italiano, soprattutto perchè l’ultima volta c’eravamo riusciti cinquant’anni fa. La finale del Foro Italico e il trionfo di Jannik Sinner, l’ennesimo di una stagione ai confini dell’impossibile, ci lasciano due immagini uguali e diverse delle emozioni del ragazzo di Val Pusteria. C’è stato un tempo in cui qualcuno metteva in dubbio la sua italianità, semplicemente perchè è nato e cresciuto a Sesto Pusteria, un paesino di montagna a pochi chilometri dall’Austria. Banalità e polemiche ad uso e consumo dei social, esibizione dei leoni da tastiera che di Sinner non avevano (e forse non hanno) capito niente. Sinner è entrato in campo tenendo per mano un bambino piccolissimo, lo ha accompagnato per qualche metro con la delicatezza che un ragazzo di 24 anni ha verso il fratellino più piccolo. Non era certo la prima volta che Jannik giocava sul Centrale eppure dal suo sguardo sin dalla prima palla si è capito che stavolta anche lui avvertiva la tensione per un grande traguardo che si avvicinava. Poi come sempre ha prevalso il campione, la capacità di Sinner di superare i momenti più complicati perchè tra le grandi capacità di questo ragazzo c’è quella di superare anche momenti in cui altri tennisti mollano, si ritirano o perdono la partita. Adriano Panatta sintetizza perfettamente il concetto: “Quando non sta bene e gioca all’ottanta per cento vince lo stesso. Mentre gli altri di solito perdono”. L’altra immagine che esce fortissima dal Foro Italico è la timidezza di Jannik di fronte al presidente Mattarella, lo chiama signor ed è evidentemente in difficoltà. Poi il Presidente lo mette a suo agio, ci scambia due chiacchiere e i due sorridono insieme. E poi c’è la tenerezza con la quale parla della mamma Sigilde in tribuna: “E’ già tanto che sia rimasta lì”. E poi sorridendo: “Ma il fatto è che io dal campo la vedevo quando si metteva le mani davanti agli occhi…”.
Invincibile
Sinner sta trascinando il tennis italiano in una dimensione mai vista, perchè mentre snoccioliamo i suoi record che ad ogni torneo vanno aggiornati, quasi ci dimentichiamo del suo livello. Basta riflettere su un dato semplicissimo senza essere esperti di tennis: oggi è il 18 maggio e in questo 2026 Sinner ha sempre e solo vinto. Ha iniziato a novembre a Parigi Nanterre e ha infilato 34 successi consecutivi con 68 set conquistati e solo tre persi. Che si sia giocato su superfici veloci o sulla terra rossa non è cambiato niente, ha trionfato ai trenta gradi della California, ha attraversato l’America sconfiggendo l’umidità di Miami, ha vinto a casa sua a Montecarlo e in altitudine a Madrid dove qualcuno diceva che non doveva andare a giocare. E poi Roma, che è qualcosa di speciale per tutti e per Sinner un po’ di più. Al suo esordio, nel 2019, ha confessato che l’unica cosa che gli interessava era non fare brutta figura. Nel 2025 ha perso la finale con Alcaraz ma era al rientro dopo la squalifica concordata e stavolta ha vinto lasciando solo un set in tutto il torneo. La semifinale con Medvedev è stato il vero match della sofferenza, una partita giocata in due tempi e con condizioni climatiche opposte. In quella umida notte al Foro Italico Sinner è passato dentro un disagio fisico notevole (ha vomitato) che non ha voluto raccontarte, ma senza fare una piega si è rimesso in piedi e prima che arrivasse l’interruzione per la pioggia aveva già riportato la partita dalla sua parte.
E ora Parigi
Qualche giorno di riposo e poi da giovedì Sinner sarà già a Parigi, dove domenica inizia il torneo più importante del mondo sulla terra rossa, l’ultimo Slam da conquistare per entrare definitivamente nella storia del tennis. E’ il vero obiettivo di Jannik per il 2026 e il numero al mondo ci arriva lanciatissimo. La terra rossa non era sua amica, ma Sinner ha dimostrato ancora una volta una capacità di lavorare per arrivare ai suoi obiettivi incredibile. A Montecarlo, Madrid e Roma ha vinto senza staccare la mia spina e in alcune occasioni in maniera quasi imbarazzante per i suoi avversari. Il trionfo nel torneo della capitale spagnola contro Aleksander Zverev, il numero tre al mondo, in meno di un’ora è stata una dimostrazione di forza impressionante. Obiettivamente è difficile trovare un avversario che in questo momento possa battere Sinner. E questo al di là dell’assenza di Carlos Alcaraz, perchè anche senza il suo rivale numero uno vincere sempre e nella maniera in cui lo sta facendo Sinner non è per niente scontato. Sinner sta entrando in un’altra dimensione. Anche se è sempre difficile fare paragoni con altri campioni di altre discipline e di epoche diverse, stiamo probabilmente vivendo l’epopea del più grande sportivo italiano di tutti i tempi.
