Continua a salire la tensione tra Washington e L’Avana. Secondo informazioni d’intelligence ottenute da Axios, il regime castrista avrebbe acquistato 300 droni militari e starebbe prendendo in considerazione di attaccare la base statunitense di Guantanamo Bay, navi militari americane e probabilmente Key West (che è situata in Florida). In particolare, stando a quanto riferito da funzionari statunitensi, questo materiale bellico sarebbe stato comprato da Russia e Iran a partire dal 2023. La testata ha riferito che queste informazioni potrebbero essere usate da Washington per giustificare un eventuale attacco contro Cuba.
Non solo. Sempre Axios ha riportato che, mercoledì, il Dipartimento di Giustizia statunitense avrebbe intenzione di rendere pubblico un atto di incriminazione contro Raul Castro “per aver presumibilmente ordinato l’abbattimento, nel 1996, di due aerei appartenenti a un’organizzazione umanitaria con sede a Miami chiamata Brothers to the Rescue”. Inoltre, Washington starebbe considerando di imporre all’Avana ulteriori sanzioni nei prossimi giorni.
Insomma, la pressione statunitense su Cuba sta aumentando. Giovedì, il direttore della Cia, John Ratcliffe, si era recato sull’isola, per incontrare alcuni alti funzionari castristi e convincerli a scendere a patti con gli Stati Uniti. La Casa Bianca ha offerto aiuti umanitari e sostegno alle infrastrutture cubane, purché il regime allenti le sue attività repressive, liberi i prigionieri politici e si avvicini geopoliticamente agli Usa. Tuttavia, almeno finora, L’Avana non ha fatto passi avanti nella direzione auspicata da Washington. Il che ha aumentato notevolmente l’irritazione di Donald Trump che, a più riprese, ha ventilato la possibilità di ricorrere all’opzione militare. Tutto questo, mentre, come sottolineato da The Hill, l’isola si trova al momento ad affrontare una grave crisi di natura energetica.
Per Trump, il nodo è geopolitico. Da quando è tornato alla Casa Bianca l’anno scorso, il presidente americano ha puntato sulla riedizione aggiornata della Dottrina Monroe con il chiaro intento di estromettere i cinesi dall’Emisfero occidentale. Ora, non è un mistero che storicamente il regime castrista rappresenti uno dei principali punti di riferimento di Pechino, oltre che di Teheran e Mosca, in America Latina. Dopo la cattura di Nicolas Maduro a gennaio, Trump vuole quindi spingere L’Avana a entrare nell’orbita geopolitica di Washington. È in questo senso che ha aumentato la pressione sull’isola e sta ipotizzando un intervento militare. Uno scenario, quello bellico, che vede contrari i parlamentari democratici, mentre ha spaccato quelli repubblicani. Se alcuni di loro sono infatti favorevoli all’uso della forza, altri hanno espresso scetticismo. Vedremo nei prossimi giorni se la Casa Bianca opterà per la soluzione bellica o se continuerà a tentare la via del negoziato.
