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Salute

Un mondo senza tabacco nel 2040? La sfida di Lancet

I fumatori nel mondo sono un miliardo. Ogni sei secondi muore una persona per cause legate al fumo

Sono da poco passati 10 anni tondi dall'entrata in vigore della Convenzione quadro dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per il controllo del tabacco. Si tratta del primo trattato internazionale per la tutela della salute pubblica giuridicamente vincolante, sottoscritto da 175 paesi nel mondo. Il suo scopo è di proteggere le generazioni presenti e future dalle conseguenze sanitarie, sociali, ambientali ed economiche del consumo di tabacco e dell’esposizione al fumo di tabacco. Un'impresa lodevole che ha dato molti frutti e contribuito alla flessione dei consumi in alcune parti del mondo. Peccato che l'industria del tabacco non smetta mai di lavorare allo scopo opposto: indurre quante più persone possibile ad accendersi una sigaretta.

Il bilancio a inizio 2015 è quindi abbastanza positivo per l'industria e piuttosto negativo per chi si occupa di salute. Servono sforzi maggiori per contrastare il potere della lobby del tabacco e ottenere un reale calo dei consumi a livello globale. Per riuscire occorre porsi un obiettivo ambizioso. Questo almeno è ciò che pensa la rivista medica inglese The Lancet, che sul suo ultimo numero lancia una proposta all'Osm: arrivare a un mondo sostanzialmente libero dal tabacco entro il 2040.

Target ottimista o del tutto assurdo? Al momento sembra irraggiungibile. Il problema è che circa l'80% del miliardo di attuali fumatori abita in paesi a basso e medio reddito, dove la regolamentazione sul tabacco è meno stringente, i divieti meno diffusi e il potere delle multinazionali del tabacco si fa sentire in modo più marcato. Nel mondo un fumatore su tre vive in Cina, paese che fino ad ora non ha fatto molto per arrestare la diffusione del tabacco, ma potrebbe presto trovarsi costretta ad affrontare di petto il problema così come ha dovuto cominciare a fare per l'inquinamento dell'aria.

Secondo l'OMS, ogni sei secondi nel mondo una persona muore a causa del tabacco, responsabile di un decesso su 10 tra gli adulti. I paesi che aderiscono all'Oms si erano dati l'obiettivo comune di ridurre i consumi globali di tabacco del 30% entro il 2025 rispetto ai livelli del 2010. Se questo tipo di promessa vi suona familiare è perché assomiglia molto a quelle fatte in merito alle emissioni di gas serra, e almeno al momento sembra altrettanto incisiva: molto poco. I paesi dell'Africa e del Mediterraneo sono il principale ostacolo alla realizzazione di questo obiettivo. Secondo le proiezioni di Lancet tra 10 anni i fumatori, lungi dall'essere il 30% in meno saranno probabilmente il 10% in più, raggiungendo la cifra di 1 miliardo e 100 milioni.

La campagna promossa dalla rivista scientifica per invertire la rotta parte in contemporanea con la 16° Conferenza mondiale su tabacco o salute, che si svolgerà dal 17 al 21 marzo ad Abu Dhabi. Un'ottima occasione per cominciare a discutere di come fare in modo che nel giro di una generazione il fumo possa diventare una cosa del passato.

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