Diretta dal direttore di Panorama Giorgio Mulè, a Ravenna una carrellata di eccellenze e di storie di straordinaria imprenditorialità si è data appuntamento dietro al tavolo del tradizionale evento del venerdì mattina che Panorama d'Italia dedica alle punte di diamante del territorio.


Tra le onde del mercato

L'esordio spetta a Gianluigi Bambini, a.d. del gruppo omonimo che opera nel settore marittimo e in particolare nei servizi di rimorchio e appoggio alle piattaforme off shore. Come ha fatto un'azienda a rimanere salda per ben 55 anni in uno stesso mercato?

Domanda pleonastica, alla quale il top mananger risponde raccontando la storia di suo padre, il fondatore, che trasformò la sua imbarcazione da pescatore in una barca da appoggio.

"Dal 2015 abbiamo sentito gli effetti della crisi - spiega Bambini - che ci hanno obbligato a effettuare alcuni licenziamenti, che stiamo però via via recuperando, e a vendere alcuni esemplari della nostra flotta. Lavoriamo molto, e molto bene, all'estero, mentre in Italia le cose sono un po' complicate".

"Il futuro? È strettamente connesso con gli investimenti nel settore oil&gas, che negli ultimi tempi sono un po' rallentati, considerato il costo del barile di petrolio".

L'arte invisibile

Domenica Primerano, presidente A.M.E.I., l'Associazione dei Musei Ecclesiastici Italiani. "L'abbiamo voluta qui a Ravenna perché questa città ha un museo ecclesiastico unico, l'Arcivescovile", la introduce Mulè.

"Sono più di 800 i cosidetti musei invisibili, perché poco conosciuti, nonostante la bellezza delle opere che ospitano, provenienti dalle strutture ecclesiastiche di tutto il Paese.

La nostra grande sfida è creare un sistema di conoscenza rispetto all'esistenza di queste strutture.

Abbiamo come obiettivo il far comprendere che i nostri non sono soltanto luoghi di conservazione, ma veri musei, con tutte le caratteristiche dei corrispettivi 'laici'.

Dobbiamo lavorare per accrescere l'accessibilità alle nostre bellezze, non soltanto fisiche, ma anche intellettuali e fare dei nostri musei luoghi di sperimentazione dell'arte ecclesiastica".

Interconnessi sempre e dappertutto

Roberto Vancini, è ad di Acantho, una realtà del gruppo Hera che opera nel settore delle telecomunicazioni.

"Sono arrivato nel 2003 - racconta Vancini - e ho trovato una situazione disastrosa. La svolta è arrivata con l'adesione al Piano Telematico Regionale.

Oggi la nostra rete si estende per 4000 km in tutta la Regione e si sta estendendo anche nel Triveneto.

Per quanto riguarda Ravenna, la nostra copertura Wi-Fi delle spiagge è stata una grande impresa innovativa, immaginando che sarebbe diventato anche un fattore attrattivo per il turismo, oltre che - in abbinata a dispositivi di tracciamento, per esempio, permettono una nuova e diversa fruizione della città".

"Cosa vi aspetta nel futuro prossimo?", domanda il direttore. "La prossima, grande frontiera, è quella dell'Internet of Thing, l'Internet delle cose, dei sensori interconnessi presenti dappertutto, destinato a cambiare le abitudini delle persone, e con questi i modeli di business. Questa nuova era economica cambierà ovviamente anche il mondo delle utility e delle aziende tlc".

Piccolo è bello ma...

Angelo Benedetti è ad Unitec, un'azienda che realizza macchine e servizi per la filiera produttiva della frutta e della verdura. Ha fatto del legame con il suo territorio un punto di forza. "Siamo fortunati - si inorgoglisce Benedetti - di essere parte di un distretto della meccanica di alto livello". Da qui, partiamo in direzione del mondo. E quando i nostri clienti ci dicono che siamo l'azienda meno italiana che conoscono, ci riempiamo di orgoglio.

Lavoriamo bene, con un 95% di export e il 100% di produzione in Italia. Stiamo continuando a crescere e potremmo fare ancora meglio ma facciamo fatica a trovare figure professionali adeguate.

Cosa ci aspettiamo prossimamente? Certo, i cambiamenti tecnologici, che tuttavia rappresentano la normalità, ma quel che serve è soprattutto smettere di credere che 'piccolo è bello', e dedicare la maggior parte del nostro tempo a guardare avanti e a guardare in grande, con una dimensione extranazionale.

Innovazione senza fine

Claudio Coli, ad de Il Melograno, è un imprenditore entusiasta.

La sua azienda, da oltre 30 anni, produce succhi molto particolari: prodotti unici, che abbinano frutti tradizionali con sapori non convenzionali, incontrando le esigenze delle nuove tendenze bio e salutiste.

Il nostro motto è innovare. Sempre. Perché quello che una volta accadeva in 10 anni adesso succede in pochi mesi. E questi cambiamenti non si possono ignorare, anzi si devono cavalcare.

Non a caso stiamo estendendo ulteriormente la nostra già ben nutrita gamma di gusti.

Il futuro? In un'Europa che tende a uniformare le nostre eccellenze, dobbiamo avere la forza di tenere i nostri valori ancorati al territorio.

Prestando sempre la debita attenzione per l'innovazione, ovviamente.

Sono d'accordo con quanto ha detto chi mi ha preceduto a proposito del piccolo è bello. Piccolo è bello, sì, ma se si fa squadra con imprese omologhe e si pensa in grande, è ancora meglio.

La sinergia delle piccole eccellenzeMarco Codognola è consigliere di amministrazione del Punto Cobat Rimondi, un'azienda che applica anche al suo interno i criteri del rispetto dell'ambiente che rappresentano uno dei cardini della sua attività sul mercato.

Ha avuto una crescita come pochi altri settori, quello della raccolta e del riciclo del rifiuto, passando da una dimensione individuale, artigianale, disordinata a una dimensione industriale.

Ogni anno raccogliamo 45mila tonnellate di rifiuti, principalmente dannosi per l'ambiente.

Il nostro progetto per il futuro? Mettere assieme piccole eccellenze locali, facendo sinergie sui costi operativi e su quelli dell'innovazione e farne un gruppo nazionale.

Alcuni imprenditori hanno capito, e si stanno muovendo, e altri sono spaventati.

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