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Frati francescani in piazza san PIetro
Cronaca

Francescani, suicida il broker dello scandalo finanziario

Si è impiccato Leonida Rossi, indagato per il "buco" nelle casse dei frati minori. Ecco l'articolo di Panorama che, un anno fa, denunciava la vicenda

Poco meno di un anno fa, a dicembre, Panorama fu il primo giornale a raccontare lo scandalo delle finanze dei frati minori francescani, oggi al centro di un'inchiesta in Svizzera e una in Italia. Oggi Leonida Rossi, il broker italo- svizzero indagato per l'ammanco finanziario di 50 mln dalle casse dell'istituto e ieri tra le persone perquisite, si è suicidato. Lo hanno confermato fonti giudiziarie. È stato trovato impiccato nella sua villa.

Ecco l'articolo di Panorama:

Lo scandalo è scoppiato nel mese di ottobre e anche il Papa lo è venuto a sapere: la procura svizzera avrebbe sequestrato alcuni depositi della congregazione dei frati minori francescani, per decine di milioni di euro, perché investiti in società finite sotto inchiesta per traffici illeciti, si parla addirittura di armi e droga. Gli investimenti risalgono al periodo in cui era superiore dei frati minori José Rodriguez Carballo, oggi segretario della Congregazione per i religiosi. Sotto accusa l’ex economo generale, padre Giancarlo Lati, che è stato fatto dimettere, e alcuni consulenti. Il sequestro dei fondi, gli interessi passivi da pagare e la perdita di una parte del patrimonio per investimenti spericolati, hanno messo in ginocchio i frati tanto da costringere il nuovo ministro generale, padre Michael Perry a recarsi negli Stati Uniti e in altre province a chiedere una colletta per aiutare la Curia generalizia.
I frati hanno tentato per settimane di tenere segreto questo scandalo. Finché Panorama lo ha scoperto e ha chiesto ufficialmente a mons. Carballo, padre Perry e al nuovo economico, padre Silvio de la Fuente di commentare queste informazioni. Da tutti è arrivato un secco “no comment”, forse nella speranza che nulla ancora sarebbe trapelato all’esterno. Una volta appreso che sul numero di Panorama in edicola sarebbe stata diffusa la notizia, il ministro generale è stato costretto a riconoscere ufficialmente l’accaduto, con una lettera pubblica che è un’ammissione ufficiale del dissesto ma non può essere presa ad esempio di trasparenza. O quanto meno è un esempio di trasparenza “obbligata” dall’esterno.
Ecco il testo:
“Carissimi Fratelli, il Signore vi doni la sua pace!
Nella Lettera agli Efesini san Paolo scrive: “Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come i figli della luce; il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità. Cercate ciò che è gradito al Signore, e non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto condannatele apertamente, poiché di quanto viene fatto da costoro in segreto è vergognoso perfino parlare. Tutte queste cose che vengono apertamente condannate sono rivelate dalla luce, perché tutto quello che si manifesta è luce. Per questo sta scritto: “Svègliati, o tu che dormi, dèstati dai morti e Cristo ti illuminerà“. Vigilate dunque attentamente sulla vostra condotta, comportandovi non da stolti, ma da uomini saggi” (Ef 5, 8-15).

Nell’impegno di vivere come figli della luce, io e il Definitorio generale vogliamo portare alla luce una grave situazione in cui la Curia generale dell’Ordine si trova. La questione riguarda la stabilità finanziaria dell’Ordine e del suo patrimonio. Se da una parte la nostra prima preoccupazione è stata e continua a essere quella di verificare la natura, l’entità e le conseguenze di quanto è avvenuto, dall’altra riconosciamo anche il ruolo significativo che alcune persone esterne, che non sono membri dell’Ordine, hanno avuto nella faccenda, che ha portato a questa grave situazione.

Nello scorso mese di settembre, il Definitorio generale ha deciso di intraprendere una serie di passi per condurre un’indagine interna riguardo alle attività finanziarie operate dall’Ufficio dell’Economato generale. È stata creata una sotto-commissione all’interno del Definitorio generale che servisse da organo consultivo. Insieme abbiamo tracciato un percorso che permettesse di raccogliere informazioni affidabili, di identificare potenziali punti deboli ed esaminare tutti i documenti disponibili in modo da giungere a decisioni il più chiare e consapevoli possibile sul miglior modo di procedere per garantire la solidità finanziaria dell’Ordine in maniera coerente con i valori francescani e lo stile di vita che ci appartiene. Abbiamo immediatamente chiesto l’intervento di un team di avvocati altamente qualificati, che stanno ancora continuando a lavorare per l’Ordine. Le autorità ecclesiastiche competenti sono state informate di queste nostre preoccupazioni e, regolarmente, vengono aggiornate sull’evolversi della situazione. In aggiunta, abbiamo spiegato la situazione in maniera breve e, perciò, incompleta ad alcuni Ministri Provinciali e Custodi di alcune Conferenze francescane, cui è stato chiesto anche di essere solidali con la Curia generale attraverso la preghiera e in altri modi significativi. Mi spiace di non aver potuto contattare tutti i Ministri e i Custodi. Chiedo a tutti Ministri provinciali e Custodi la loro comprensione e un contributo finanziario per aiutarci a far fronte all’attuale situazione, che implica anche il pagamento di cospicue somme di interessi passivi.

Una seconda serie di iniziative è stata poi avviata al fine di riprendere il controllo sulle attività economico-finanziarie della Curia generale. L’Economo generale ha rassegnato le sue dimissioni sia dall’incarico di Economo generale che di Rappresentante Legale. Il Vice-Economo generale ha iniziato ad agire come Economo generale facente funzioni e il Definitorio generale ha nominato un altro frate come Rappresentante Legale. Inoltre è stato scelto un terzo frate, esperto in questioni economiche e amministrative, che è stato nominato Delegato speciale del Ministro generale per gli affari economici della Curia generale e ha iniziato il suo lavoro all’inizio del mese di ottobre 2014. All’Ordine è stata data notizia di questi cambiamenti attraverso il sito web.

Questi tre frati hanno iniziato a collaborare strettamente, formando un gruppo operativo, dietro nomina del Definitorio generale; a questo gruppo è stato assegnato un compito con tre obiettivi:

a) verificare la situazione economica attuale in cui la Curia generale si trova;

b) esaminare e verificare i sistemi già operanti di vigilanza e controllo e proporre cambiamenti per rafforzarli e potenziarli;

c) esaminare le attività dell’Ufficio dell’Economato generale dal 2003 ad oggi, prestando particolare attenzione a qualunque operazione potesse suscitare sospetto o preoccupazione.

Questo gruppo operativo ha portato avanti l’indagine in maniera alquanto indipendente rispetto al Ministro e al Definitorio generali, fornendo, però, ad essi su base regolare relazioni e aggiornamenti rispetto ai tre obiettivi sopraelencati. Il gruppo operativo prosegue con il proprio lavoro di indagine.

Dall’investigazione interna sono emersi alcuni elementi importanti. Primo: la Curia generale si trova in una situazione di grave, sottolineo “grave”, difficoltà finanziaria, con un cospicuo ammontare di debiti. Secondo: è emerso che i sistemi di vigilanza e di controllo finanziario della gestione del patrimonio dell’Ordine erano o troppo deboli oppure compromessi, con l’inevitabile conseguenza della loro mancanza di efficacia rispetto alla salvaguardia di una gestione responsabile e trasparente. Abbiamo già intrapreso iniziative appropriate per affrontare queste fragilità. Terzo: sembrano esserci state un certo numero di dubbie operazioni finanziarie, condotte da frati cui era stata affidata la cura del patrimonio dell’Ordine, senza la piena conoscenza e il consenso né del precedente né dell’attuale Definitorio generale. La portata e la rilevanza di queste operazioni hanno messo in grave pericolo la stabilità finanziaria della Curia generale. Queste dubbie operazioni vedono coinvolte persone che non sono francescane ma che sembra abbiano avuto un ruolo centrale nella vicenda. Per questi motivi il Definitorio generale all’unanimità ha deciso di chiedere l’intervento delle autorità civili, affinché esse possano far luce in questa faccenda.

Siamo incoraggiati dall’esempio offerto da Papa Francesco nel suo appello alla verità e alla trasparenza nelle attività finanziarie sia nella Chiesa che nelle società umane. A noi francescani non è richiesto niente meno che dare testimonianza ai valori che professiamo come fratelli del Vangelo e della vita evangelica, valori messi ancor più in evidenza nella recente pubblicazione L’amministrazione francescana dell’economia. Dobbiamo confidare nel fatto che, seguendo il corso della verità, Dio ci guiderà nel cammino di conversione.

San Paolo ricorda proprio a tutti noi, Frati Minori del Vangelo: “Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come i figli della luce; il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità” (Ef 5,8-9). Invito tutti voi, fratelli carissimi, a vivere come figli della luce. Vi garantisco che io e il Definitorio generale faremo ogni sforzo per assicurare una vigilanza giusta, trasparente ed etica delle attività finanziarie della Curia generale. Inoltre compiremo sforzi impegnativi per far fronte apertamente e direttamente alla grave situazione finanziaria in cui ci troviamo.

Mi rendo conto che molti di voi resteranno assai delusi e scoraggiati di fronte a tutta questa faccenda. Inoltre, nasceranno molte domande, per le quali avete diritto a una riposta. Prossimamente spero di potervi offrire ulteriori informazioni. Sono intenzionato a fare una relazione il più esaustiva possibile riguardo all’intera vicenda durante il Capitolo generale. Nel frattempo, unitamente al Definitorio generale, vi chiedo dal profondo del cuore di pregare intensamente e di sostenerci mentre continuiamo ad affrontare l’evolversi di questa penosa situazione e mentre ci prepariamo a celebrare il Capitolo generale 2015.

Fraternamente, vostro
Fr. Michael A. Perry, OFM
Ministro generale e servitore
Roma, 17 dicembre 2014”

L’Ordine è presente in 110 paesi ed è organizzato in 103 Province, 8 Custodie Autonome, 14 Custodie dipendenti, 20 Fondazioni, 1 Federazione.

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