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Sulla manovra d'autunno è già polemica politica

Serve una trattativa con Bruxelles per maggiore flessibilità. Il ministro Delrio: "Gli investimenti pronti si attivano subito"

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Il ministro delle Infrastutture e dei Trasporti Graziano Delrio – Credits: ANSA/GIUSEPPE LAMI

La manovra viaggia già verso un impatto di 30 miliardi, 10 in più rispetto alle prime voci circolate in questi giorni. E potrebbe anche superare questa cifra se in autunno, rifatti i calcoli nella nota di aggiornamento, si registrasse un peggioramento sostanziale del livello di deficit atteso. La parola d'ordine è quindi "trattativa" con Bruxelles per ottenere margini di flessibilità in più e confezionare una manovra fortemente improntata alla crescita.

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In quest'ottica si muove il patto annunciato dal ministro dei Trasporti Graziano Delrio: "è un patto che è stato fatto con il presidente Renzi, il ministro Padoan e la Ragioneria dello Stato per dire che ogni volta che c'è un investimento concreto e che può essere realizzato, non saranno i limiti di cassa a determinare il blocco di questo investimento. È una cosa molto importante - dice - negli anni scorsi gli investimenti non venivano realizzati e pagati perchè c'era un blocco nelle autorizzazioni. Ora questa libertà ce l'abbiamo, adesso pensiamo a farli".

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E pur se ancora non è noto di che cifra si stia parlando è chiaro che cantierare opere pubbliche è già di per sè una forte spinta alla crescita. E l'obiettivo è inoltre "continuare ad attrarre investimenti privati" oltre ai fondi per 20 miliardi sbloccati dall'ultima riunione del Cipe (40 in tutto considerando i fondi per il Mezzogiorno).

Altra parte della manovra al centro del dibattito anche nel governo è quella che riguarda le pensioni.

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Proprio il tema pensioni inizia a scaldare gli animi all'interno dello stesso esecutivo. Il viceministro all'Economia, Enrico Zanetti spiega che le pensioni non sono la priorità dell'esecutivo: "prima di tutto vengono le norme per aiutare il Paese a crescere, e quindi bisogna evitare l'aumento dell'Iva e ridurre la pressione fiscale sul lavoro. Poi bisogna implementare misure di protezione sociale per chi non ha nè lavoro nè pensione. E, dopo anni di blocco, bisogna rinnovare i contratti del pubblico impiego. Mi spiace, ma soltanto poi si può pensare a misure redistributive per rendere più generoso il sistema previdenziale".

Gli risponde a stretto giro il viceministro dei Trasporti, Riccardo Nencini: "ha ragione Zanetti: servono risorse per le imprese. Ha torto Zanetti quando pensa che pensioni e investimento sulle persone non siano una priorità. E invece aumento delle pensioni minime e sostegno agli studenti meritevoli e in condizione di bisogno devono essere al centro della legge di stabilità".

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