Quando il Pci vietava di prendere appunti

Dall'ossessione delle spie a quella per la trasparenza: i ricordi di Luciano Violante sulla sinistra italiana in occasione della presentazione del libro Il Concilio Segreto 

Luciano Violante

Luciano Violante – Credits: ANSA

«Allora eravamo in 20 alla direzione del Pci, ora sono in 150…». Luciano Violante ironizza con un elegante sorriso sulla pletoricità dell’attuale gruppo  dirigente del Pd, paragonato a quello del Pci. L’ex presidente della Camera, tra i «saggi»  voluti da Giorgio Napolitano per le riforme, nei sessanta giorni di crisi politica dopo le elezioni,  lo fa in occasione della presentazione del libro del vaticanista di «Panorama» Ignazio Ingrao «Il Concilio segreto» (Piemme edizioni).

Pomeriggio di martedì 21 maggio, Camera dei deputati,  sala della Regina stracolma. Modera il dibattito il direttore di «Panorama» Giorgio Mulè. Presenze importanti, messaggio del presidente di Montecitorio Laura Boldrini. Oltre a Violante ci sono l’ex ministro Andrea Riccardi e il direttore del «Foglio» Giuliano Ferrara. Ingrao narra nel libro, «dal titolo accattivante» dice Riccardi, di quel Concilio Vaticano II che si è svolto lontano dai riflettori, nei vertici segreti di vescovi e cardinali, negli incontri diplomatici.  Insomma, tutte le trame segrete, che se fossero state scoperte dai media di oggi avrebbero mandato probabilmente in crisi l’evento spartiacque nella storia della Chiesa.

Violante dà atto a Ingrao di aver fatto una grande inchiesta giornalistica senza indulgere al pettegolezzo. E sottolinea come l’eccesso di trasparenza ai tempi delle dirette streaming non sia sempre un bene. Aprofitta per raccontare un divertente aneddoto di quella che era un’altra «chiesa», quella «rossa» del Pci, dove è cresciuto. E dove una volta ci mancò poco che lo prendessero per una spia. Anni ’80, Violante doveva illustrare in aula una mozione di sfiducia nei confronti di «un importante ministro dell’Intermo». Enrico Berlinguer lo chiamò per discuterne prima alla direzione del Pci. Quella appunto dove erano in 20. Relazione dell’allora capogruppo al Senato, Edoardo Perna. Violante prende appunti.  Berlinguer: «C’è un compagno che prende appunti». L’ex presidente della Camera sorpreso spiega  che gli sembra naturale farlo perché in questo modo potrà prepararsi meglio al suo intervento. Ma Giuseppe Dama, ex direttore dell’Istituto studi comunisti «Palmiro Togliatti», la celebre università «rossa» di Frattocchie, più tardi gli spiegherà: «Guarda, Luciano che gli appunti li prendono le spie». Chissà che un giorno si trovi una bella via di mezzo tra i 20 in direzione di ieri e i  150 di oggi, tra gli eccessi dello streaming e il divieto di prendere appunti… Almeno così sembra volere il «saggio» Violante.

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