Politica

Giunta Senato: si vota mercoledì 19

Ecco come si è arrivati alla decisione e soprattutto cosa accadrà dopo

Isabella De Monte e Claudio Moscardelli prima della Giunta per le Immunità del Senato dedicata al caso Berlusconi, Roma (Credits: ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

«Il Pd vuol far cadere o comunque logorare Enrico Letta e il suo governo di larghe intese? Sì, c’è pure questo e immagino che questo pressing sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi non piaccia neppure al Colle ormai …», ammette sospirando un parlamentare di lungo corso che conosce bene i giochi interni di Largo del Nazareno.

Vedremo cosa accadrà da qui a mercoledì sera quando la Giunta per le Elezioni del Senato tornerà a riunirsi per pronunciare il fatidico verdetto a questo punto, come prevede con non difficile realismo il relatore Andrea Augello (Pdl), favorevole alla decadenza.

La Giunta tornerà a riunirsi prima ancora lunedì. Ma ormai il dado sembra tratto, sull’onda del pressing dl Pd andato al traino dei Cinquestelle. I quali avrebbero voluto iniziare a oltranza sin da oggi. Ma poi sono stati stoppati anche dalle ferme proteste del socialista Enrico Buemi.

Nel pomeriggio alle 5 della sera del 12 settembre è deciso: si vota mercoledì. E decadenza, in giunta, sarà. La cosa «avrà conseguenze», avverte già da ora Augello, che verrà bocciato e dovrà a questo punto essere sostituito. Ma con grande tempismo il presidente (Sel) della Giunta Dario Stefàno ha già detto che lui nominerà un nuovo relatore di maggioranza in quattro e quattr’otto. E il senatore Felice Casson sottolinea trionfante che non vede alcuna ragione costituzionale per andare a scomodare la Consulta, tantomeno la Corte europea di Lussemburgo sull’applicazione retrodatata della norma Severino al senatore Berlusconi.

Non a caso i Cinquestelle con Vito Crimi esultano: finalmente si va a votare. «La decadenza di Berlusconi è il badge del congresso Pd», attacca il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera e deputato Pdl Paolo Sisto.

Del resto, che il governo Letta non stia poi così tanto a cuore ormai al Pd lo fa capire tra le righe lo stesso Guglielmo Epifani che già parla di un Letta bis, se il Pdl staccherà la spina, per fare la legge elettorale. Ma anche lui, incalzato da Matteo Renzi, e il suo partito non potranno fare i conti senza l’oste. E cioè con la ferma volontà di Giorgio Napolitano a far procedere il governo e con la stessa determinazione del premier.

Che, secondo voci di Transatlantico, potrebbe spiazzare tutti e andare al Colle e chiedere una verifica prima ancora che la Giunta decida per la decadenza di Berlusconi. In ogni caso la questione dovrà arrivare in aula. Augello prevede per i primi di ottobre. Ma per il Pd e anche Scelta civica, contrassegnata, con Benedetto della Vedova, da un comportamento molto vicino in Giunta alle posizioni non esattamente garantiste di Stefania Mezzopane e Felice Casson, la sorte di Berlusconi sarebbe ormai segnata. Manca una settimana però. E potrebbero ancora accadere tante cose.

Come reagiranno il Colle e Palazzo Chigi di fronte a un voto di decadenza del senatore Berlusconi prima ancora che la Corte d’Appello di Milano stabilisca l’entità della pena accessoria dell’interdizione? Come reagiranno al fatto che al presidente del Pdl, architrave del governo di larghe intese, verrà persino negato quel ricorso alla Consulta, insomma quel diritto alla difesa ritenuto legittimo anche da Luciano Violante e dall’ex leader dei miglioristi Pci Emanuele Macaluso, amico di una vita dello stesso Napolitano?

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