Da Page 3 del Sun al prontuario per ribellarsi al fallo

Questa volta a innescare la polemica è stata la numero due del partito laburista inglese, Harriet Harman, che all’età di 62 anni non se ne sta a casa a prendersi cura dei nipotini (e fa bene se così vuole), …Leggi tutto

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Questa volta a innescare la polemica è stata la numero due del partito laburista inglese, Harriet Harman, che all’età di 62 anni non se ne sta a casa a prendersi cura dei nipotini (e fa bene se così vuole), ma è impegnata in politica, è parlamentare e ministro ombra della cultura, chapeau. Non si capisce bene però, dal momento che nessuno si occupa della sua pensione, perché la stessa Harman abbia deciso di occuparsi del mestiere delle giovani donzelle che ogni giorno fanno bella mostra delle proprie grazie sulla mitologica pagina 3 del Sun. Devono “farla finita” e cambiare lavoro, ha sentenziato.

Loro, le ragazze di “Page 3″, non l’hanno presa bene e a cambiar mestiere non ci pensano affatto. Peta Todd, una storica colonna del Sun, oggi mamma e ancora immancabilmente bella, ha risposto per le rime alla zelante esponente laburista: “Alcune giovani donne non possono autonomamente decidere che posare da modelle e senza scandalo è il lavoro desiderato?”. Insomma, se nessuno si prende la briga di invitare Mrs Harman alla pensione, perché lei vuole metter becco nella vita di chi ha scelto un mestiere diverso dal suo? In Rete vi è addirittura chi ha lanciato una petizione “No more page 3″ affinché l’editore del Sun smetta di  ”spingere i lettori a vedere le donne come oggetti sessuali”.

In fondo gli argomenti delle donne illuminate, solitamente politiche o attrici pentite, sono più o meno sempre gli stessi. Le modelle o soubrette che dir si voglia, non sanno di essere meri strumenti nelle mani di uomini libidinosi. Non è colpa delle donne però perché le donne non capiscono, punto. Non capiscono perché la loro identità di genere è stata influenzata da una società prevalentemente maschile. L’unico modo per uscire dallo stato di minorità è ribellarsi alla mentalità fallocentrica, coprirsi le gambe, velare i décolletés, istituire osservatori sull’immagine femminile in televisione, piazzare qua e là qualche intellettuale organica (rigorosamente di sesso femminile, s’intende), redigere codici di condotta women-friendly (come per gli animali insomma), ottenere quote rosa ovunque (dai parlamenti ai cda d’impresa), farsi ingaggiare dai capipartito per l’assegnazione del pedigree rosa di qualità, e poi impressionare le folle pontificando da qualche spalto contro i cattivi modelli impersonati ora dalla soubrette impenitente ora da una prostituta orgogliosa.

Che dire? Tutto il mondo è paese. Imparate, gente, imparate.

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