Esteri

Il grido della Nigeria: Ridateci le nostre bambine!

Il mondo si mobilita per chiedere il ritorno a casa delle studentesse rapite in Nigeria dai terroristi di Boko Haram e vendute come schiave. E il presidente Jonathan accetta l'aiuto di Barack Obama

– Credits: PIUS UTOMI EKPEI/AFP/Getty Images

In poche ore il grido delle donne nigeriane per riavere a casa le ragazze rapite dai terroristi di Boko Haram è diventato una campagna globale. Milioni di tweet in tutto il mondo con il riferimento #Bringbackourgirls hanno portato una tragedia "locale" sotto i riflettori del pianeta. La campagna per riavere le bambini rapite a metà aprile continua, così come i terroristi nigeriani continuano a rapire ragazze in età da marito per poi rivenderle fuori dal paese come schiave. Sono più di 200 finora le giovani donne che mancano all'appello.

Per loro si è mobilitato un intero Paese. Due le manifestazioni ad Abuja, la capitale nigeriana, per chiedere la restituzione delle studentesse rapite nella provincia di Chibok più di due settimane fa.

E' la prima volta che un movimento così massiccio scende per le strade della Nigeria ed è la prima volta che il mondo risponde in massa a quanto sta accadendo in quello che è il Paese più ricco del continente africano. Ricco, sì, ma ancora attraversato da una guerra intestina dichiarata dai jihadisti di Boko Haram al governo in carica.

Il primo a usare l'hashtag che ha fatto il giro del mondo è stato l'avvocato nigeriano Ibrahim M Abdullahi, ma il vero boom della campagna c'è stato quando è scesa in campo Malala Yousafzai, la studentessa e attivista pakistana che ha rischiato la vita per essere stata aggredita da un gruppo di estremisti islamici che le volevano impedire di andare a scuola.

Malala si è fatta fotografare con un cartello che chiede il ritorno a casa delle ragazze nigeriane rapite da Boko Haram e subito è scattata la mobilitazione in Europa e negli Stati Uniti, facendo diventare la storia nigeria una battaglia globale per i diritti delle donne e contro l'estremismo di matrice islamica.

Gli attivisti chiedono al governo nigeriano una risposta su quello che sta facendo per combattere la piaga dei Boko Haram, e lo fanno quando la Nigeria è sotto i riflettori dell'attenzione internazionale, perché sta per ospitare il World Economic Forum. Migliaia di poliziotti sono già stati assegnati alla protezione della sede del congresso, ma le madri e i padri delle studentesse rapite chiedono che siano messe in sicurezza anche le bambine del Paese e che quelle portate via dalle loro case siano restituite ai genitori. 

Intanto, il presidente Goodluck Jonathan ha accettato l'aiuto offerto da Barack Obama per ritrovare le studentesse rapite. Lo staff per la sicurezza della Casa Bianca si sta già muovendo per coordinare le operazioni anti-Boko Haram in Nigeria. E la campagna del mondo continua. #Bringbackourgirls

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