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Terremoto tra Afghanistan e Pakistan: 340 morti, 2.100 feriti

Questo il bilancio provvisorio del sisma di magnitudo 7.5. Tanti villaggi montani ancora isolati. I talebani lasceranno passare i soccorsi

 

27 ottobre 2015

Almeno 340 morti e 2.100 feriti: questo il bilancio ancora provvisorio del terremoto di magnitudo 7,5 gradi che ha colpito ieri il nord dell'Afghanistan e del Pakistan. Secondo quanto riferito dalle autorità locali, la maggior parte delle vittime (260) viveva nella provincia pakistana di Khyber Pakhtunkhwa e in altre zone tribali nord-occidentali. In Afghanistan i morti sono un'ottantina e i feriti oltre 300, ma il numero è con tutta probabilità destinato ad aumentare perché molti villaggi della catena dell'Hindu Kush non sono ancora stati raggiunti dai soccorsi.

Intanto i talebani dell'Emirato islamico dell'Afghanistan, manifestando il loro cordoglio per le vittime del sisma, in un messaggio ufficiale hanno ordinato "ai mujaheddin che operano nelle aree colpite di dare tutto l'aiuto possibile alle vittime e di non creare problemi a coloro che stanno arrivando per soccorrere i bisognosi". Le province di Badakhshan, epicentro del sisma, Takhar, Baghlan e Ghazni sono considerate particolarmente pericolose proprio  per i frequenti attacchi portati dagli insorti alle forze di sicurezza afghane.

26 ottobre 2015

Una violenta scossa di terremoto è stata registrata tra Afghanistan e Pakistan ed è stata avvertita anche nel nord dell'India.

L'epicentro del sisma, di magnitudo 7.7 gradi sulla scala Richter, è stato localizzato a 75 km a sud di Fayzabad, nella regione afghana dell'Hindukush, ora totalmente tagliata fuori dalle comunicazioni. Al momento il bilancio provvisorio è di almeno 264 morti (180 in Pakistan e 84 in Afghanistan), anche donne e bambini, rimaste incastrate sotto i tetti crollati delle abitazioni tra Kabul e la provincia di Khyber Pakhtunkhwa, la zona la più colpita in territorio pakistano, con almeno 123 morti e 956 feriti.

Almeno 1.300 i feriti, molti ricoverati nel Lady Reading Hospital di Peshawar. Tra le vittime ci sarebbero anche dodici studentesse morte in una calca nella città di Taloqan, in Afghanistan, nel corso dell'evacuazione di una scuola. Ingenti i danni materiali: almeno 100 abitazioni sono crollate nella sola area tribale di Kurram, ma anche in questo caso si tratta di un bilancio provvisorio e parziale.

Le linee elettriche e telefoniche sono interrotte nella maggior parte delle zone interessate vicine all'epicentro, motivo per cui qualsiasi bilancio - finché non saranno ripristinate le linee di comunicazione - è da considerarsi provvisorio.

Per molti è stato come rivivere i momenti del forte terremoto di 10 anni fa quando una scossa di magnitudo 7.6 gradi devastò la regione del Kashmir e la provincia di Khyber Pakhtunkwa causando 87 mila morti e 2,8 milioni di senzatetto.

Secondo i media pachistani si è trattato di una serie di scosse della durata di vari minuti e che il sisma è stato chiaramente avvertito a Lahore, Islamabadm Rawalpindi, Peshawar, Kohat e Malakand. Il governo ha attivato le procedure di emergenza per verificare i danni soprattutto nella parte settentrionale del Pakistan da giorni peraltro colpita da forti temporali. Secondo The Washington Post il terremoto ha colpito duramente un'area del Pakistan che era già stata devastata da una tempesta di neve che ha intrappolato in casa migliaia di persone. L'India ha offerto il suo aiuto per far fronte alle prime fasi dell'emergenza.

Gli Stati Uniti "sono pronti a fornire qualsiasi sostegno supplementare che possa essere necessario" per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto, ha fatto sapere Josh Earnest, portavoce della Casa Bianca, ricordando inoltre che in entrambi i Paesi vi è una "presenza sostanziale" di UsAid, l'agenzia federale per la cooperazione allo sviluppo.

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L'epicentro del terremoto tra Afghanistan e Pakistan – Credits: THE GUARDIAN/TWITTER

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