Esteri

Tunisi: quel drammatico valzer sul numero dei morti

A oltre 24 ore dall'attentato in Tunisia, l'Italia non ha ancora saputo quante sono le sue vittime. Intanto emerge che uno dei due terroristi era noto ai servizi

Uno sconcertante valzer delle vittime e dei feriti. Ad oggi, a oltre 24 ore dall’attentato di Tunisi, mentre il web si mobilita con #Jesuisbardo e #Jesuistunisie sulla scia di Je suis Charlie, l’Italia non sa ancora quanti morti deve piangere.

In un terrificante gioco di numeri, i morti italiani continuano a oscillare: prima 2, poi 4, poi 3, poi nuovamente 2. E 2 dispersi. La Farnesina non riesce ad avere con matematica certezza quel drammatico numero che gli altri stati, dal Giappone alla Polonia hanno già avuto: quello delle vittime dell’attentato.

Il ministro della Sanità tunisino, Said Aidi, intanto, annuncia che sono 23 le vittime dell'attentato ieri al museo del Bardo, precisando che i morti sono 18 turisti stranieri e 5 tunisini, tra cui due degli attentatori, uno dei quali sarebbe stato noto ai servizi segreti. Eppure in Italia le notizie che arrivano sono frammentarie e imprecise.

"Abbiamo la conferma che tra le persone decedute ci sono un cittadino di Torino e un cittadino di Novara e che tra i feriti italiani ci sono due torinesi". Sono le parole del sindaco di Torino, Piero Fassino pronunciate questa mattina a margine dell'inaugurazione a Palazzo Reale del seminario degli alti dirigenti dell'Onu.

Tutti gli sforzi della Farnesina e della ambasciata italiana a Tunisi, in questo momento, sono concentrati nel cercare di capire che cosa sia accaduto agli italiani dispersi. Uno degli italiani feriti nell'attacco di ieri a Tunisi è in condizioni gravi.  E di questo vi è la certezza. Lo ha detto, infatti, il capo dell'Unita' di crisi della Farnesina, Claudio Taffuri. Si tratterebbe di una delle due persone inizialmente date per morte dalle autorità tunisine, ma che invece rientrano tra quelle ferite.

Taffuri ha confermato nuovamente che sono due le vittime italiane accertate, mentre due persone risultano tuttora "irreperibili".

Questo spaventoso silenzio, intanto, distrugge i familiari  di coloro che ancora non rispondono all'appello. "Non ho ancora sentito mia mamma. È durissima...". È sconvolto dal dolore Marco Conte, 26 anni. Il papà, Orazio Conte, è una delle vittime italiane dell'attacco terroristico di Tunisi. La mamma, Carolina Bottari, è ricoverata in un ospedale della capitale tunisina, dove è stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico per le ferite riportate nell'attentato.

Il giovane è a casa, a Torino, con la sorella più piccola Elena. "Abbiamo sperato fino all'ultimo che ce l'avessero fatta, poi abbiamo saputo..."

Intanto mentre ancora si aspetta di sapere quanti sono realmente i morti italiani nell’attentato di Tunisi, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha aperto alla Farnesina la prima riunione del gruppo di lavoro sul contrasto al finanziamento dell'Isis.

Il Gruppo è stato costituito in attuazione alla strategia concordata tra i paesi maggiormente attivi nella Coalizione internazionali anti-jihadisti. L'Italia presiede i lavori e guida il Gruppo insieme a Stati Uniti e Arabia Saudita.

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