Il magazine Rumiyah, dedicato alle nuove tattiche, l’Isis ritorna ad incoraggiare i jihadisti solitari a compiere attentati nel mondo occidentale. In ogni numero del giornale, in lingua inglese, vi sono descritti nuovi attacchi sulla scia di quelli che hanno già colpito e fatto vittime. L'ultimo colpo al cuore dell'Europa, infatti, è stato inferto a Londra (3 giugno 2017), per la seconda volta e a pochi giorni dall'esplosone avvenuta dopo il concerto di Ariana Grande a Manchester (22 maggio 2017).

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Dal numero di dicembre si leggono chiari riferimenti: "I veicoli sono come i coltelli. Molto facili da acquistare, sono tra i più letali metodi di attacco, i più efficaci per sterminare un grande numero di infedeli". Queste sono le prime parole riportate nelle istruzioni per l'impiego dei tir come "arma mortale" contenute nel numero di novembre del magazine dell'Isis Rumiyah.

Poche persone, si legge ancora sulla rivista, "comprendono la mortale capacità dei veicoli a motore di fare un gran numero di vittime se usati nella maniera giusta, come dimostrato a Nizza dall'attacco lanciato dal fratello Mohamed Lahouaiej Bouhel che ha ucciso 86 crociati ferendone altri 434".

I veicoli, prosegue il magazine il cui nome sta per Roma (simbolo della capitale della cristianità da conquistare) "non fanno sorgere sospetti perché diffusi in tutto il mondo. Per questo sono uno dei metodi più efficaci di attacco e danno la possibilità di provocare terrore per chiunque sia in grado di guidare".

E le istruzioni su come utilizzare i camion non si fermano qui. Entrano nel dettaglio e suggeriscono di colpire gli assembramenti di persone in mercati all'aperto, proprio come è avvenuto a Berlino tra le bancherelle del mercatino di Natale il 19 dicembre. Di non dimenticare di attaccare le strade affollate, le celebrazioni, i festival, le parate, i raduni politici. In generale, spiega, qualunque manifestazione all'aperto che attragga persone.

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Terminologia cruenta e dettagliate tattiche di terrore proseguono la descrizione sulla rivista: "O mujahedin esultate perchè non fermeremo la nostra jihad se non tra gli ulivi di Roma" con mezzi "ragionevolmente veloci, pesanti" e "tenendo a mente la loro controllabilità" in modo da "assicurare la distruzione di qualunque cosa investa" impedendo al maggior numero possibile di persone di trarsi in salvo. 

(scritto il 21 dicembre 2016 e aggiornato il 5 giugno 2017)

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