Redazione

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Contro la proposta di legge anti-aborto in discussione in Parlamento, le donne della Polonia stanno dando vita da giorni alla #CzarnyProtest - letteralmente: la "protesta nera" - che ieri è diventata di massa con uno sciopero nazionale di lavoratrici dipendenti, casalinghe e studentesse e manifestazioni nelle città di tutto il Paese.

Niente cena sul tavolo e letti sfatti, niente lavoro né lezioni all'università: si è svolto anche così il "lunedì nero" delle donne polacche, scese in piazza "vestite a lutto" per protestare contro una proposta di legge che prevede il divieto assoluto di abortire, all'esame della camera bassa, il Sejm, dove la maggioranza assoluta è nelle mani del partito conservatore Diritto e giustizia (Pis) del leader Jaroslaw Kaczynski, al potere dall'ottobre 2015.

La nuova legge abolirebbe la già più che restrittiva legge del 1993, che consente l'interruzione di gravidanza in pochissimi casi: solo se la vita della madre è in pericolo, se c'è il rischio di danni irreversibili al feto o se il concepimento è avvenuto con stupro o incesto, circostanze che devono comunque essere verificate da un procuratore.

Già in questa situazione le stime indicano che oggi in Polonia gli aborti clandestini (o praticati all'estero) sono tra i 100.000 e i 150.000 all'anno, di gran lunga più numerosi di quelli legali, tra i 1.000 e i 2.000. La nuova normativa antiabortista prevederebbe addirittura verifiche sugli aborti spontanei e la pena del carcere (5 anni) sia per le donne sia per i medici che praticassero un'interruzione di gravidanza.

Anche molti uomini, tra cui diversi personaggi pubblici, si sono associati alla manifestazione, unendosi a decine di migliaia di donne nelle strade di Varsavia (almeno 30.000), Danzica, Breslavia, Cracovia e in una cinquantina di altre città polacche, con manifestazioni di sostegno anche in varie città del resto del mondo. Non ci sono state defezioni neppure a Czestochowa, località che ospita uno dei santuari cattolici più famosi al mondo, quello all'icona della Madonna Nera. Solo a Stettino ci sono stati sporadici scontri tra i manifestanti pro-aborto e gli attivisti per la vita.

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