L'ultimo criminale di guerra nazista catturato negli Usa

Dopo l'arresto di Johann Breyer, le autorità americane si concentrano sulle altre SS ancora viventi e residenti negli Stati Uniti

– Credits: (Getty Imagines / Hulton Archive)

Qualche anno fa per un cavillo giudiziario aveva evitato l'estradizione. Ma questa potrebbe essere la volta buona. Nonostante l'età: 89 anni. La giustizia tedesca vuole Johann Breyer e quella americana dovrebbe finalmente concederglielo.

E'accusato di essere stato uno delle guardie di Auschwitz. Dopo circa 40 anni di impunità e pace, era stato individuato e arrestato una prima volta nel corso degli anni'90. Aveva raccontato di essere stato un SS, ma di essersi arruolato quando era minorenne e di non avere mai partecipato attivamente allo sterminio degli ebrei.

Le autorità giudiziarie americane l'avevano lasciato andare. Ma quelle tedesche hanno continuato a investigare sul suo caso. E dopo alcuni anni hanno trovato le prove che Johann Breyer aveva mentito. Durante l'Olocausto era stato ad Auschwitz molto più a lungo di quanto avesse raccontato.

E aveva prestato servizio nel vicino campo di Birkenau, il luogo dove gli ebrei venivano portati per essere uccisi nelle camere a gas. Il ministero della giustia tedesco è convinto che l'ex SS abbia partecipato alla Soluzione Finale. E, ora anche gli americani ne sono convinti.

Johann Breyer non è l'unico nazista ancora vivo negli Stati Uniti. La lista dei criminali di guerra più ricercati comprende altri cinque nomi. Per due di loro, le tracce si sono perse in Canada.

La lista dei criminali nazisti ancora ricercati

Theodor Szehinskyj, 90 anni  è anche sull'elenco del Centro Wiesenthal. Era nel battaglione Totenkopf delle SS, una delle formazioni armate naziste più spietate, e ha preso parte allo sterminio prestando servizio in tre campi di concentramento. Negli anni'50 era riuscito a fuggire negli States, aveva lavorato come operaio alla General Eletric.

Nel 2000, la sua identità era scoperta. Le autorità gli avevano revocato la cittadinanza. Ma, l'estradizione non era mai giunta. In questo caso, le lungaggini burocratiche avevano avuto ragione della volontà di giustizia. Nessuno ne aveva richiesto il rimpatrio. Ora avrebbe fatto perdere le sue tracce

Per Ivan Kalymon venne ordinata l'estradizione nel 2011. Ma non venne mai eseguita. Dopo aver vissuto per decenni negli Usa, il suo passato di nazista venne scoperto, ma nonostante questo, l'uomo è rimasto impunito. La cittadinanza statunitense è stata revocata anche a lui, ma il suo paese d'origine non l'ha rivoluto indietro. Così Ivan è rimasto a vivere negli Stati Uniti. in una sorta di limbo giuridico per una decina di anni.

L'Associated Press ha condotto un'inchiesta su questo come su casi analoghi e ha scoperto che sono stati almeno una decina gli ex nazisti individuati e accusati, per i quali è scattata una procedura di estradizione che non è mai arrivata perchè nessuno li voleva indietro. Sei di loro sono morti nel loro letto. Altri quattro (compresi Szehinskyj e Kalymon) sono tuttora vivi

Il porto sicuro per i nazisti

Nel 2010 è stato pubblicato un rapporto del Dipartimento della Giustizia sui nazisti fuggiti in America. La storia nascosta raccontata nelle 600 pagine - come ha spiegato il New York Times- rivela come alti funzionari della Cia abbiamo trasformato gli Stati Uniti in un "porto sicuro" per decine di nazisti in fuga dall'Europa. Il governo americano ne era a conoscenza, ma, in nome della battaglia contro l'Unione Sovietica, chiuse non uno, ma due occhi.

Nel rapporto sono citati alcuni esempi. Il caso diOtto Von Bolschwing, uno degli aiutanti diAdolf Eichmann, che venne fatto entrare negli Usa nel 1954 nonostante la Cia sapesse del ruolo avuto nell'Olocausto. Anzi, l'Agenzia preparò un dossier falso per garantirgli l'impunità. L'Osi (Office of Specials Investigations), il settore del ministero della giustizia che doveva indagare sul destino dei nazisti, scoprì il vero passato di Von Bolschwing e ne chiese l'estradizione in Germania nell'81, ma il nazista morì proprio in quell'anno.

Oppure la storia diArthur L. Rudolph, uno scienziato nazista che durante la guerra lavorò con la fabbrica di munizioni Mittelwerk (dove venivano prodotte le V2 utilizzando manodopera schiavizzata) e che fu "accolto" negli Stati Uniti nel 1945 per essere impiegato nelprogramma missilistico statunitense.

Più tardi venne assunto dalla Nasa che gli diede anche un riconoscimento pubblico definendolo il "padre del missile Saturno". Il rapporto Richard cita un documento del numero due del Dipartimento della Giustizia che nel 1949 fece pressioni sulla polizia di frontiera per far rientrare Rudolph negli Usa dopo un viaggio in Messico per motivi "di interesse nazionale".

Anche Tscherim Soobzokov, un ex SS che si stabilì nel New Jersey, venne protetto dal governo americano. Il suo passato divenne pubblico nel 1980, ma il nazista non venne processato nonostante le richieste della comunità ebraica. Venne ucciso da un attentato mai rivendicato nel 1985.

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