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Esteri

Un paria alla guida dell'India: chi è il neo presidente della Repubblica

Si chiama Ram Nath Kovind, è un dalit e appartiene al gruppo oltranzista e paramilitare hindu dalle cui fila uscì l’assassino di Gandhi

Con l’elezione del "dalit" Ram Nath Kovind, il nuovo presidente della Repubblica, l’India punta al riconoscimento dei diritti anche dell’ultimo gradino della scala sociale, quello dei "fuori casta", mentre il partito di governo guarda ai preziosissimi voti provenienti proprio dall'elettorato dei "paria".

Con il 66% dei voti Kovind si aggiudicato la carica più alta dello Stato, anche se non è il primo "oppresso" a essersi seduto nella stanza dei bottoni.

Un dalit, un paria, appunto. Un oppresso, o come erroneamente ci insegnano a scuola, un intoccabile, da candidato del partito nazionalista hindu Kovind è stato eletto il 20 luglio 2017 come neopresidente dal collegio elettorale che riunisce Parlamento e assemblee statali, dopo K.R. Narayanan che aveva ricoperto quel ruolo dal 1997 al 2002. Ma Konvind non è solo questo.

Chi è il neo presidente

Governatore dello stato federato del Bihar, 72 anni, e già portavoce del partito al potere, è il secondo presidente appartenente alla comunità degli intoccabili della storia indiana. Oggi garante dei riconoscimenti costituzionali quasi sempre ignorati, ma che tutelerebbero anche i senza casta, il neo eletto presidente ha potuto invece laurearsi in diritto ed esercitare come avvocato presso la Corte suprema.

Entrato in politica ha da sempre mantenuto un profilo basso. Riconosciuto come vicino alla Rashtriya Swayamsevak Sangh (Rss), un’organizzazione che propone di fare dell’India un Paese vivibile solo per la comunità Hindu e dalle cui fila è uscito l’assassino di Gandhi, ha sostenuto più volte che le tradizioni cristiana e musulmana sono aliene all’India.

Shekhar Gupta, un commentatore politico lo ha definito, all’agenzia di stampa Reuters, come una persona che “preferisce governare senza opposizioni e non ama chi cerca di ostacolare i suoi piani”.

Il peso politico dei dalit

Quindi Kovind ha dimostrato di essere l’uomo giusto al momento giusto. Se prima erano completamente emarginati, ora i dalit sono molto corteggiati dalla politica. Da tempo hanno un loro peso specifico nel panorama elettorale indiano che è pari al 16%. Non a caso il neoeletto ha surclassato la rivale Meira Kumar, prima donna presidente del Parlamento e sostenuta dal partito del Congresso. E anche lei una paria.

E anche il congresso non può ignorare la loro massiccia presenza e, di conseguenza, importanza. Con oltre 200 milioni di individui questi numeri si traducono in voti potenziali.

Per questo il Partito del Popolo Indiano (Bjp), fondato nel 1980 e diventato il maggior partito conservatore del Paese a difesa dell'identità induista, ha puntato in modo decisivo sull’enorme bacino elettorale che però, fino ad oggi, si è dimostrato scontento. Da quando il Bjp ha assunto la guida dell’India le violenze nei confronti degli dalit sono andate aumentando mettendo in dubbio la forza del Bjp.

Da qui la scelta del partito di puntare a su Kovind come candidato per la più alta carica dello Stato. Scelta che si dimostrata decisiva per difendere il Bjp dall’accusa di non tutelare le minoranze sociali e religiose.

E se in India la carica presidenziale ha un valore per lo più di rappresentanza, in questo caso la nomina di Kovind si stata necessaria in vista di un non chiaro delinearsi della maggioranza.

Chi sono i dalit

Paria o dalit sono definiti i "fuori casta" o quinta casta nel sistema sociale e religioso induista. Con questo termine si intendono quegli esclusi che nel corso di migliaia di anni hanno subito discriminazioni e povertà estrema. Malgrado le caste siano vietate dalla Costituzione e siano previste nel loro riguardi, da oltre mezzo secolo, politiche di sostegno per accedere come tutti gli altri alla scuole e al lavoro, i dalit restano ai margini della vita economica, sociale e politica, finendo per svolgere le mansioni più umili e degradanti agli occhi degli induisti ortodossi.

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