Cronaca

Terrorismo, quelle transazioni finanziare sospette

Nei primi mesi di quest'anno 12 operazioni di money transfer esaminate dalla Finanza sono risultate legate al finanziamento della jihad

Le transazioni finanziare sospette legate al finanziamento terroristico sono quasi raddoppiate. I dati delle attività effettuate dagli investigatori su segnalazioni sospette legate al trasferimento di denaro da e per in nostro Paese, sono preoccupanti.

Solamente da gennaio a luglio sono state analizzate 758 segnalazioni sospette a fronte delle 579 giunte dell’arco dei dodici mesi del 2015.

Di queste, solo 62 non sono state ritenute di interesse investigativo mentre per 696 operazioni sono scattati accertamenti investigativi. Dall'approfondimento di 502 operazioni effettuate nei money transfer , le società fiduciarie e i negozi di "Compro oro" e ritenute dagli investigatori di maggior interesse, 12 sono risultate essere transazioni finanziare a favore di gruppi terroristici.

E queste sono solo quelle scoperte da gennaio a luglio. Un numero che deve far riflettere considerando che nei dodici mesi del 2015, le operazioni sospette che si sono rivelate essere finanziamenti a cellule terroristiche, sono state 14.

Nell’attività di prevenzione e contrasto del finanziamento al terrorismo, tra il 2010 e i primi sette mesi di quest’anno, sono pervenute al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza,  1.669 segnalazioni di operazioni sospette che rappresentano “solo” il 0,39 per cento di quelle pervenute nello stesso arco temporale all’ U.I.F., l’ Unità d’Informazione Finanziaria, ovvero, 428.657.

Il ruolo dei money transfert nel terrorismo

Ma al centro delle attività antiterrorismo mirate ai bloccare i flussi finanziari a favore dei gruppi di estremismo islamico, di cui si occupano specificatamente i militari delle sezioni specializzate della Finanza e il Gruppo Investigativo Finanziamento Terrorismo creato ad hoc solo poche settimane fa, rimangono le agenzie di money transfer sparse in tutto il territorio italiano.

Dal 2010 al 30 giugno 2016, all’interno dei money transfert sono stati eseguiti 928 ispezioni e 268 controlli, contestando 416 violazioni di natura penale e 456 illeciti amministrativi.

Dall’analisi dei dati della Banca d'Italia, nel 2015, il valore delle rimesse verso l'estero effettuate per la maggior parte nelle agenzie di Money transfert, è stato pari a 5,251 miliardi di euro.

La Romania e l'Asia

Ma in quali Paesi sono stati dirottati i soldi?
Lo scorso anno, è stata la Romania il primo paese beneficiario con circa il 16,1% dei trasferimenti, seguito dalla Cina (10,6%) e dal Bangladesh (circa il 8,2%).
Le regioni che, attraverso i canali ufficiali, spiccano per il maggior volume di rimesse sono la Lombardia, il Lazio e la Toscana.

Nuove procedute antiterrorismo

Recentemente sono state pianificate nuove modalità di intervento e di controllo per aumentare ulteriormente il livello di attenzione nei confronti dei soggetti che utilizzano i money transfer. In particolare, nell'ambito delle iniziative avviate dal Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo, la Finanza ha effetuutato una serie di ulteriori controlli nelle agenzie nelle Regioni Trentino, Friuli Venezia Giulia, Campania, Veneto, Puglia, Liguria e Calabria.

In meno di due mesi, da giugno al 2 agosto scorso, sono state identificate 282 persone, di cui 53 "sospette" con precedenti di polizia.  


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