Mostro di firenze
Cronaca

Mostro di Firenze: un caso aperto da mezzo secolo

Otto duplici delitti, tra il 1968 e il 1985, condanne, assoluzioni e inchieste ancora in corso come quella in cui è indagato ora Giampiero Vigilanti

Il primo omicidio ci fu nel 1968, quasi 50 anni fa. L'ultima sentenza è datata 2008.

La vicenda del mostro di Firenze si è snodata negli anni portando a una serie di indagati, a sentenze definitive, a inchieste ancora in corso, come quella in cui è indagato ora l'ex legionario 86enne Giampiero Vigilanti.

In un primo momento gli investigatori seguirono la pista del killer solitario. Poi passarono a indagare su un gruppo di persone.

Infine, la pista dei mandanti. Il mostro di Firenze, il maniaco delle coppiette, ha colpito otto volte, uccidendo 16 giovani, tra il 1968 e il 1985, sulle colline fiorentine.

Vanni, Lotti e Pacciani

La verità giudiziaria ha portato alle condanne di Mario Vanni, ergastolo, e Giancarlo Lotti, 26 anni, quali autori materiali di almeno quattro degli otto duplici delitti, quelli di Montespertoli ('82), Giogoli ('83), Vicchio ('84) e Scopeti ('85).

Pietro Pacciani, l'altro "compagno di merende", è morto in attesa di giudizio, dopo una condanna in primo grado, un'assoluzione in appello e un annullamento della Cassazione.

Gli investigatori, all' inizio, imboccarono la cosiddetta pista dei sardi, con più di un arresto e successiva scarcerazione: il maniaco tornava a colpire con gli indagati in carcere.

Poi ci fu l'ingresso del contadino di Mercatale Pietro Pacciani, primo condannato; era il 1994.

La fase dei "dottori"

Intanto l'inchiesta era diventata bis: in scena entrarono i compagni di merende di Pacciani, Vanni e Lotti, quest'ultimo morto nel 2002. Fu Lotti a far partire l'inchiesta ter, sul secondo livello.

Nel 1996 raccontò che i reperti asportati ad alcune vittime sarebbero finiti, in cambio di soldi, a un dottore.

La procura il dottore lo identificò nell'ex farmacista di San Casciano, Francesco Calamandrei, assolto però dall'accusa nel 2008.

L'inchiesta sui mandanti è arrivata anche in Umbria e riguarda la morte, nel 1985, del medico Francesco Narducci: al termine di un'inchiesta per omicidio, il pm perugino ne ha chiesto l'archiviazione, confermando la ricostruzione in base alla quale Narducci sarebbe stato ucciso perché in qualche modo coinvolto nelle vicende del mostro ma ritenendo che gli elementi raccolti non fossero sufficienti.

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