Arrivarono nel porto di Bari alle 10.30 dell'8 agosto 1991: 20mila profughi albanesi, ammassati a bordo della nave Vlora partita da Durazzo con un carico di persone in fuga dal loro Paese, uscito da pochi mesi dal regime comunista del Partito del lavoro.

Il giorno prima, 7 agosto, la nave di ritorno da Cuba carica di zucchero in Albania venne assalita da una folla che costrinse il comandante, Halim Milaqi, a salpare per l'Italia.
in una Bari colta alla sprovvista in piene vacanze d'agosto, i profughi vengono sistemati nello Stadio della Vittoria e al porto. Lo stadio era stato rimpiazzato, per i Mondiali di calcio del 1990, da una struttura più grande e moderna, e per l'occasione venne usato come centro di raccolta e prima accoglienza. La popolazione fece il possibile per fornire i generi di prima necessità ai nuovi arrivati: abiti puliti e sciutti, cibo, acqua.

Alcuni profughi si dispersero in città, trovando rifugio nei giardini, alla stazione, presso qualche famiglia o chiesa.

La vicenda della Vlora è ricordata come l'episodio più significativo dell'ondata di immigrazione che si ebbe in Italia dal 1990 al 1992 e resta, ancora adesso, il più grande sbarco di migranti mai giunto in Italia con un un'unica nave.

Oggi, nel venticinquesimo anniversario dello sbarco, il sindaco di Bari Antonio Decaro, alla presenza, tra gli altri, della vedova del sindaco dell'epoca Enrico Dalfino, Anna Colasanto, ha consegnato una stele nicolaiana della solidarietà a Saverio Gualtiero D'Alonzo che l'8 agosto del 1991 si distinse "per lo straordinario impegno" nelle attivita' di soccorso. Il sindaco ha ricordato che quella fu la "prima volta che l'immigrazione bussò alle porte del nostro Paese: donne e uomini albanesi furono accolti con umanità e professionalità, nonostante 25 anni fa la macchina della Protezione civile praticamente non esistesse". "Furono la buona volontà, il senso del dovere, l'abnegazione e la compassione di uomini e donne come il sindaco Dalfino e il colonnello D'Alonzo - ha concluso Decaro - a evitare che quella situazione si trasformasse in una tragedia umanitaria".

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