Cronaca

E Bagnasco dice no al populismo

 La prima assemblea generale dei vescovi italiani tocca tutti i temi della società italiana, dalla violenza contro le donne al lavoro 

Angelo Bagnasco

 

La prima assemblea generale dei vescovi italiani dopo le dimissioni di Benedetto XVI e l’elezione di papa Francesco, si è aperta con un’ampia e articolata prolusione del cardinale Angelo Bagnasco che non perde di vista i problemi più urgenti della società italiana.

Il presidente della Cei ha espresso anzitutto un severo no a tutte le forme di personalismo e populismo in politica: «In questi tempi abbiamo visto, ad alti livelli, gesti e disponibilità esemplari che devono ispirare tutti; ma anche situazioni intricate e personalismi che hanno assorbito energie e tempo degni di ben altro impiego, vista la mole e la complessità dei problemi che assillano famiglie, giovani e anziani. Dopo il responso delle urne, i cittadini hanno il diritto che quanti sono stati investiti di responsabilità e onore per servire il Paese, pensino al Paese senza distrazioni, tattiche o strategiche che siano. Pensare alla gente: questa è l’unica cosa seria. Pensarci con grandissimo senso di responsabilità, senza populismi inconcludenti e dannosi, mettendo sul tavolo ognuno le migliori risorse di intelletto, di competenza e di cuore».

Il pensiero del cardinale corre poi al lavoro che manca e alle famiglie in difficoltà: «Come emerge nel recente Rapporto-proposta sul lavoro – elaborato dal Progetto Culturale della Cei – siamo convinti che è possibile superare la crisi  con un forte e deciso piano industriale che, tenendo in casa il patrimonio e la professionalità italiana, rilanci con tenacia la produzione nazionale insieme alla necessaria attenzione finanziaria. Così che, dicono gli esperti, la macchina si metta nuovamente in moto. Circa le pesanti politiche fiscali ci chiediamo: fino a quando potranno raccogliere risorse se tutto rallenta? Così la famiglia – patrimonio incomparabile dell’umanità – che ancora una volta ha dato prova di sé rivelandosi il primo e principale presidio non solo della vita, ma anche di energie morali e di tenuta sociale ed economica: fino a quando potrà resistere senza politiche  consistenti, incisive e immediate?». Ma l’arcivescovo di Genova si scaglia anche contro i progetti di riconoscimento giuridico delle unioni di fatto: «La famiglia non può essere umiliata e indebolita da rappresentazioni similari che in modo felpato costituiscono un vulnus progressivo alla sua specifica identità, e che non sono necessarie per tutelare diritti individuali in larga misura già garantiti dall’ordinamento».

Di fronte al moltiplicarsi di atti di violenza sulle donne, Bagnasco invoca una grande alleanza educativa: «La ricorrente violenza sulle donne a cui assistiamo con raccapriccio, non indica a sua volta il deserto di quei valori spirituali e morali così spesso denigrati o derisi come merce vecchia da buttare in soffitta? È anche questo il frutto della conclamata libertà individuale senza limiti e regole, sufficiente a se stessa, trasformata in libertarismo etico?». Per questo, secondo il porporato «è l’ora di una grande alleanza educativa che proponga, come ho già detto, il gusto della verità e del bene, la capacità di conoscere se stessi, la bellezza delle relazioni. Nell’orizzonte di tale sfida, ancora una volta chiediamo che si riconosca concretamente il diritto dei genitori a educare i figli secondo le proprie convinzioni».

Il presidente della Cei auspica infine la cessazione del conflitto in Siria, la liberazione dei vescovi finiti in mano ai ribelli e il ritrovamento del giornalista della Stampa, Domenica Quirico, disperso ormai da settimane.

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