Cronaca

Avetrana, la deposizione di Cosima è stata inutile

Dopo quattro anni di silenzio, finalmente ha parlato la donna condannata all'ergastolo insieme con la figlia per l'omicidio di Sarah Scazzi. Parole che non hanno aggiunto nulla...

Sarah: Cosima, dopo scomparsa ho pensato ad un incidente

Cosima Serrano durante la dichiarazione spontanea resa durante l'udienza per l'omicidio di Sarah Scazzi nel tribunale di Taranto, 27 febbraio 2015, ANSA/RENATO INGENITO

"Sono una brava mamma, sono stata una brava zia, ero la brava moglie di un marito che in passato ha provato ad aggredirmi, una volta con l’accetta e un’altra in campagna con una pietra. Non c’entriamo nulla con la morte di mia nipote, ma il popolo vuole condannarci, come ha fatto con Gesù".

Dopo quattro anni di silenzio, finalmente Cosima Serrano ha parlato.  

 


Lo ha fatto con una deposizione spontanea in aula al processo d’appello per l’omicidio di Sarah Scazzi, per il quale la donna è stata condannata all’ergastolo in primo grado insieme con la figlia Sabrina Misseri. Cosima ha parlato per un’ora, tenendo tra le mani un foglietto con degli appunti, ma non ha detto nulla. La sua è stata un’autodifesa inutile, dal punto di vista dell’apporto alla sua causa, se non addirittura dannosa.

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Ha detto di essere innocente, perdendo spesso il filo del discorso e suscitando nei presenti una sensazione di noia generale spezzata soltanto dalla compassione per le lacrime versate da una donna apparsa provata. Per il resto, niente. Un particolare, un dettaglio, una novità, nulla di nulla. Non ha aggiunto e non ha neppure provato a smontare un pilastro che regge la costruzione fatta dall’accusa.

A voler cercare di trovare un senso alla sua deposizione, forse si nota più quello che non ha detto. La figlia Sabrina, per cominciare. Non l’ha difesa, se non in un discorso generico “non c’entriamo nulla”. Ma non ha detto niente di specifico a suo favore, come qualcuno si aspettava alla vigilia. Un discorso del tipo non può essere stata mia figlia, e vi spiego perché, o addirittura prendete me e lasciate la mia povera ragazza innocente. Altra assenza nel suo intervento, pur sorretto da appunti preparati in precedenza, il marito Michele Misseri. Non ha mai detto è stato lui a uccidere Sarah, non ha mai puntato il dito contro l’uomo che pure si autoaccusa di essere l’assassino.

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