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Marco Ligabue: 'Mio fratello, Corrado Rustici, Lucio Battisti...' - Intervista

Il primo album solista: Mare dentro

Marco LIgabue sulla cover di Mare dentro

Chiusa la decennale esperienza che l'ha visto chitarrista e autore nei Rio, Marco Ligabue, fratello minore di Luciano, spicca il volo, dedicandosi al progetto più importante della sua carriera: il suo primo disco solista, Mare Dentro, uscito il 10 settembre e già entrato nella classifica di iTunes.

Abbiamo parlato con il cantautore emiliano: 'Una cosa improvvisa, in Mare Dentro ci sono le canzoni che ho scritto nell'ultimo anno e mezzo. Ad aprile mi sono defilato dai Rio dopo 10 anni, la band che avevo fondato, perché sentivo di essere arrivato al vertice della mia parabola e pensavo di aver dato tutto quello che potevo dare. Cosi mi sono fatto da parte senza sapere cosa avrei fatto ma non pensavo di cantare. Alla fine ho scritto talmente tante canzoni che sono state loro a spingermi verso un nuovo percorso'.

Il disco ha un titolo evocativo, Mare Dentro: 'Grazie anche alla mia compagna che ho conosciuto in Sardegna, ho potuto scoprire il mare fuori stagione. Prima per me il mare era solo la vacanza con gli amici, invece vivendoci tutto l’anno ho scoperto la sua potenza creativa, comunicativa. Ormai quasi tutti i giorni vado un paio d'ore davanti al mare con la mia chitarra quando non c’è nessuno. Ho scoperto 3 grandi cose del mare: innanzitutto che è un grande rallentatore nel senso buono del termine, a dispetto della vita frenetica di tutti i giorni, è come se ti facesse tornare in armonia con la natura;  poi è un grande specchio in cui riesco a ritrovare se stessi, e poi il mare è profondità di campo, permette di guardare a chilometri di distanza. E siccome il nostro pensiero arriva anche da dove volgiamo lo sguardo, credo che il mare dia anche una certa profondità di pensiero'. 

Nove i brani dell'album, prodotto da uno dei più grandi protagonisti della musica internazionale, Corrado Rustici: ‘Corrado lo conoscevo già perché ha collaborato con grandi artisti, Luciano compreso e per me è un punto di arrivo, lo inseguivo da anni e finalmente c’è stata l’opportunità di fare qualcosa insieme. A lui son piaciute molto le mie canzoni, cosi lo scorso novembre siamo andati per due settimane in California, lavorando sodo sulla scelta delle canzoni da inserire nel disco tra le tantissime che avevo scritto. Abbiamo lavorato molto sulla ricerca sonora,  sono anni che seguo l’onda che arriva dalla California, tipo Ben Harper, Jason Mratz, sonorità acustiche, ma di grande gusto con ottimi arrangiamenti ed è questo il tipo di suono a cui ci siamo ispirati nella scelta delle canzoni del disco'. 

Fare musica oggi in Italia non è più così semplice, a maggior ragione quando si porta un cognome importante come quello di Marco: ‘Fare musica tua in Italia è difficilissimo, perché generalizzando a qualsiasi livello, farsi notare da qualcuno, anche solo per fare concerti è veramente complicato. Sicuramente Luciano è stato la fortuna della mia vita. Con lui ho sempre lavorato, ma è chiaro che ci sarà sempre chi mi vedrà come il “fratello raccomandato”, che metterà una barriera o mi considererà con sufficienza, però magari dall’altro lato ci sarà anche chi si avvicina alla mia musica con curiosità, perché magari ha una grande stima di Luciano e vuole vedere cosa sta facendo il fratello. Insomma come per tutte le cose, ci sono i due rovesci della medaglia, ma io cerco di viverla serenamente, tanto alla fine vince sempre la musica. La gente non va a vedere un concerto o non compra un disco solo perché uno è il fratello di...'.

Nell’album è contenuta anche una traccia, Casomai, scritta per l’amico Piermario Morosini, il calciatore scomparso durante una partita Pescara-Livorno: ‘E’ stato veramente uno shock, perché io stavo guardando le partite c’ho messo un po’ a realizzare che fosse vero. Ci eravamo conosciuti qualche anno prima in un ristorante messicano qua a Reggio tramite amici comuni e dopo siamo rimasti in contatto per molti anni perché condividevamo cose molto belle ma molto semplici: la musica, i concerti, le partite di calcio, le partite di beneficienza. Così ho cercato di trasformare la rabbia e il dolore in qualcosa di dolce e solare che mi ricordasse le stesse sensazioni trasmesse dal suo viso e dal suo sorriso. Ed è nata al volo questa canzone, che mi permette di mantenere un filo diretto, ancora un legame con lui ed è veramente un onore per me poterlo ricordare in ogni mio concerto’. 

A 15 anni dalla scomparsa di Lucio Battisti, Marco lo ricorda così: ‘Lucio Battisti per me era un grandissimo, io sono un suo grandissimo fan. A 15 anni come tantissima gente,  ho imparato a suonare la chitarra proprio con le sue canzoni e ancora oggi ad ogni concerto riprendo sempre Il mio canto libero, perché per me fare canzoni che possono essere suonate in maniera semplice e cantate da tutti,  è una delle cose più belle del mondo. Ovviamente Battisti, che di questa cosa era il re, io non posso non amarlo! A fine settembre a Modena ci sarà anche una manifestazione a lui dedicata in cui mi hanno chiesto di interpretare una sua canzone e di questo non posso che esserne onorato’.

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