Tra Lorde le popstar plastificate di questo tempo c'è veramente un abisso. L'ascolto di Melodrama dice prima di tutto una cosa essenziale: Lorde ha il talento che serve per immaginare una carriera, una progressione artistica, un futuro da vocalist che non si limita a clonare se stessa. Lo si era capito con Pure Heroine, ma è ancora più chiaro oggi con il secondo album.

Tra le vette del disco, l'atmosfera R&B-Gospel di Green Light, le percussioni e i fiati di Sober e la splendida Liability con una sequenza melodica e di accordi che richiama All the Young Dudes di David Bowie. Intensa ed emozionante Writer in the dark resa speciale da una performance vocale degna di Kate Bush. 

Decisamente radiofonica ma comunque molto godibile Supercut che si avvale di una produzione spettacolare. Non meno radio friendly, Homemade Dynamite, un singolo dal grande potenziale. Da ascoltare per intero come potente antidoto alle hit latino-americane dell'estate. Fidatevi: Lorde ha il grande pregio di non interpretare canzoni inutili.

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