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Musica

John Taylor: "Vi racconto chi sono i Duran Duran"

Intervista con il bassista e fondatore della band inglese in occasione dell'uscita del nuovo disco, "Paper Gods"

Energia. Sì, la parola giusta per definire i Duran Duran è esattamente questa. «Energia», dichiara John Taylor, il bassista e fondatore del gruppo, «siamo noi». E in effetti la esprimono con forza nel loro ultimo album, Paper Gods, una specie di cavalcata attraverso tre decadi di pop music, capace di fotografare il presente. Di questa alchimia (e di quella del gruppo) abbiamo parlato proprio con John Taylor.

Paper Gods è una sorta di puzzle della musica dagli anni '80 a oggi. Come è nata l'idea?

«In maniera molto semplice: suoniamo da allora e questo disco rappresenta un viaggio che continua da quell'epoca. Sembra un'antologia musicale, in effetti, ma nella forma Duran Duran. Che non significa passato: vogliamo mantenere la nostra identità andando alla ricerca della realtà musicale di oggi».

E qual è la forma Duran Duran?

«Un certo sound. Per molto tempo abbiamo parlato di un marchio Duran Duran proprio per quanto riguarda quell'impronta sonora. E in effetti è così anche oggi. Facciamo musica pop e l'arte pop è per nascita legata ai marchi, basta guardare i lavori del padre fondatore, Andy Warhol».

Oggi quel marchio si declina in molti modi, forse anche per la pluralità di produttori e ospiti presenti in questo ultimo lavoro.

«È la prima volta che apriamo le porte a così tante persone ed è stato bellissimo farlo: una festa. Ci portiamo dietro un bagaglio pieno di suoni accumulati in tre decadi e ormai fanno parte di noi, della nostra storia, dal mitico Notorius fino a oggi. Così lavorare con Nile Rodgers rappresenta la continuità della novità. Per me gli Chic e i Sex Pistols sono due fonti d'ispirazione. Ma tutti quei suoni, che devono rimanere distinti, del nostro bagaglio, possono, e, anzi, devono trovare una via d'uscita. E Mark Ronson l'ha trovata».

Può spiegarci come?

«La sua ricerca di una risposta alla domanda su cosa significhi essere pop oggi, lo ha portato a dare un nuovo ritmo, una nuova luce al nostro stile. Capace di fotografare il presente, compreso quello delle discoteche. Fantastico!».

E poi, tra i produttori, c'è anche Mr Hudson

«Si, le tre decadi sono sottolineate anche dai tre produttori. Serviva uno sguardo più giovane per completare il lavoro».

Dunque, cosa significa essere Duran Duran oggi?

«Per me? Beh, il fatto di esssere ancora insieme a suonare e fare dischi e la ricerca continua di un sound (tra i Clash e la musica che fa ballare  oggi i ragazzi in discoteca) che ci corrisponda pienamente. Ma la risposta più vera, quella più profonda è il sentirsi (sempre) carichi di energia».

Paper Gods è pubblicato da Warner Music. Clicca qui per leggere la recensione.


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