Panorama 10
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Responsabilità civile dei magistrati: è tutto un bluff?

Malgrado la recente riforma, non cambierà nulla. Parola di giuristi, avvocati e vittime di malagiustizia

Non pagheranno mai
I magistrati si lamentano, strepitano, gridano all’emergenza costituzionale, all’attentato alla loro autonomia. La riforma della responsabilità civile ha sollevato polemiche e agitato contrasti. Al tema Panorama dedica la storia di copertina del numero in edicola da giovedì 5 marzo: dimostrando, attraversola voce di giuristi, avvocati e vittime di giustizia, che non cambierà nulla. Perché la nuova legge è un bluff, esattamente come lo è stata la Legge Vassalli, che dal 1988 ha bloccato ogni azione legale nei confronti di giudici e magistrati che pure avessero sbagliato gravemente.

«Yara e Massimo Bossetti si conoscevano»
Yara Gambiarasio e Massimo Bossetti si conoscevano e si frequentavano mesi prima della scomparsa della tredicenne di Brembate. Quella che era un’ipotesi sussurrata nella fase delle indagini è diventata una realtà investigativa, scritta nera su bianco negli atti a chiusura dell’inchiesta della Procura di Bergamo, che Panorama propone ai suoi lettori nel numero in edicola. Alla base della tesi degli inquirenti c’è la testimonianza di Alma Azzolin, madre di una ragazza che come Yara frequenta il Centro sportivo di Brembate sopra. La donna, interrogata due volte, ha raccontato di aver visto Bossetti e Yara insieme in un’auto parcheggiata accanto alla palestra agli inizi di settembre del 2010, tre mesi prima della scomparsa della ragazza. 

Fuggono dall’inferno, si ritrovano schiavi
Nel Centro di accoglienza dei richiedenti asilo (Cara) di Mineo, in provincia di Catania, sono ricoverati attualmente circa 3.500 immigrati. Panorama ha documentato, anche fotograficamente, che ogni giorno, a centinaia, gli ospiti del Cara escono dal cancello e vengono reclutati come operai e braccianti. La tariffa che spetta loro è in media di 10 euro al giorno. E le istituzioni locali fingono di ignorare lo scandaloso lavoro nero dei nuovi schiavi.

Arriva nonno rock
Ballano, cantano, gridano, suonano, si agitano sul palco, accendono l’entusiamo di fan adoranti. E hanno tutti più di 50 anni (portati da dio). Sono le «vecchie» glorie del rock, artisti e gruppi oltre il mezzo secolo capaci come nessun altro di sbancare il botteghino. Basta dare un’occhiata al cartellone dei concerti del 2015 per rendersene conto. Qualche nome? i Kiss (età media 60 anni), gli Ac-Dc (62 anni),i Deep Purple (età media 65 anni) Elton John (67 anni) i Supertramp (circa 66 anni). E potremmo continuare... Roba per fan stagionati? Tutt’altro.  A correre ai loro concerti sono i cinquantenni, ma si portano dietro i figli. Che, tempo due canzoni, restano stregati.

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