È al quotidiano, alla gente che vive un’esistenza normale o spesso ai margini, agli anziani, ai bambini che giocano e alle coppie che si baciano incuranti dei passanti, che Robert Doisneau, il "fotografo umanista", rivolge la sua attenzione. E a questo grande fotografo francese, uno dei più importanti del XX secolo, il Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art dedica la mostra “A l’imparfait de l’objectif” - curata da Maurizio Vanni e organizzata in collaborazione con l’Atelier Robert Doisneau e MVIVA - con un percorso che si sviluppa in 80 iconiche immagini in bianco e nero

Le date

La mostra è visitabile dall’8 luglio al 12 novembre 2017 nei seguenti giorni e orari: da martedì a domenica dalle 10.00 alle 19.00
Chiuso il lunedì 

Dove

Ad ospitare l'esposizione, il Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art in Via della Fratta, 36

Perchè è interessante

"Mi piacciono le persone per le loro debolezze e difetti. Mi trovo bene con la gente comune. Parliamo. Iniziamo a parlare del tempo e a poco a poco arriviamo alle cose importanti. Quando le fotografo non è come se fossi lì ad esaminarle con una lente di ingrandimento, come un osservatore freddo e scientifico. E’ una cosa molto fraterna, ed è bellissimo far luce su quelle persone che non sono mai sotto i riflettori." Così affermava Robert Doisneau e in questa mostra c'è tutto il suo mondo, la sua filosofia, il suo lavoro, il suo obiettivo puntato sulle piccole cose del vivere quotidiano. Anonimo, ma assolutamente sorprendente nelle sue difformità e imperfezioni

Robert Doisneau, breve bio

Nato nel 1912 a Gentilly Val-de-Marne, alla periferia di Parigi, insieme a Henri Cartier-Bresson, Robert Doisneau è stato uno dei pionieri del fotogiornalismo, diventando famoso soprattutto per le foto scattate in strada, nelle vie delle periferie e del centro delle città (Parigi in primis), dove Doisneau riusciva a cogliere gli aspetti più inaspettati, contraddittori e curiosi della società parigina e francese del suo tempo.

Assistente del fotografo modernista André Vigneau, il giovane Doisneau venne assunto dalla Renault come fotografo industriale. Licenziato dopo poco (perché arrivava spesso al lavoro in ritardo), nel 1939 venne assunto dall’agenzia fotografica Rapho, per la quale lavorò per circa cinquant’anni. Impegnato come fotoreporter al fronte durante la Seconda guerra mondiale, quando tornò a Parigi gli si aprirono le porte del successo, soprattutto per le sue "foto di strada". I suoi servizi vennero pubblicati dai magazine Life e Vogue e molte furono le sue collaborazioni con scrittori del calibro di Blaise Cendrars e Jacques Prevert.

Doisneau morì il 1 aprile 1994 a Montrouge, alla periferia di Parigi, dove aveva vissuto per molti anni ed è sepolto a Raizeux, accanto alla tomba della moglie.


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