Il complesso scenario della guerra civile siriana ha avuto nei giorni scorsi un'ulteriore drammatica svolta: le milizie sciite libanesi di Hezbollah, alleate di Damasco e Teheran, sono scese in campo al fianco delle truppe lealiste, nella battaglia per la riconquista di Qusayr, città strategica siriana a 10 chilometri dal confine occidentale del Libano, nella provincia di Homs. La conferma ufficiale è arrivata per la prima volta il 25 maggio, per voce del leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah: i suoi uomini stanno lottando al fianco delle forze di Damasco per riconquistare la roccaforte dei ribelli. Per il Libano, il più fragile dei paesi vicini, il "contagio siriano" sembra così non essere più solo un rischio, ma già una realtà. 


Ventidue combattenti del movimento sciita libanese sarebbero rimasti uccisi mentre fiancheggiavano le truppe governative siriane in scontri contro le forze dell'opposizione per il controllo della città. Secondo la fonte, il movimento di Hezbollah ha lasciato finora sul terreno 110 combattenti, gran parte dei quali sono caduti nei dintorni di Qusayr.  


Queste fotografie dell'agenzia AFP, datate tra il 23 e il 25 maggio, raccontando la battaglia decisiva che a Qusayr si sta giocando tra forze governative appoggiate dai miliziani Hezbollah e i ribelli sunniti, ormai accerchiati. L'esercito di Damasco ha annunciato di essere entrato nell'aeroporto militare di Dabaa, a nord della città, che lealisti e Hezbollah stanno riconquistando, dopo che le forze del regime sono riuscite a rompere le linee di difesa dei ribelli. Proprio nei pressi dell'aeroporto ieri è stata uccisa Yara Abbas, una giornalista della tv di stato siriana Al-Ikhbariya che seguiva i combattimenti per il controllo della roccaforte ribelle: è stata colpita a morte da un cecchino definito "terrorista" dalla stessa Tv del regime. Feriti dagli spari anche alcuni tecnici che erano con lei.

 

Il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite dovrebbe pronunciarsi domani a Ginevra su un progetto di risoluzione sulla Siria che ''condanna l'intervento di combattenti stranieri che lottano per conto del regime siriano a Qusayr'' ed esprime ''profonda preoccupazione per la minaccia che il loro coinvolgimento pone alla stabilità regionale''. La bozza di risoluzione – resa nota oggi ed ancora all'esame dei Paesi - è promossa da Turchia, Qatar e Stati Uniti, gli stessi tre Paesi che hanno chiesto ed ottenuto, per domani, lo svolgimento di un dibattito urgente del Consiglio dei diritti umani sul ''deterioramento della situazione dei diritti umani in Siria e le recenti uccisioni a Qusayr'', nell'ambito del quale sarà discussa la risoluzione. (AGI/ANSA)

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