Tasse

Firenze aumenta la tassa sull'occupazione di spazi pubblici

L'idea, dice l'economista Mario Seminerio, è spingere i commercianti a trasferire sui turisti gli oneri. I rischi di questa politica

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Firenze, turisti davanti ai negozi del Ponte Vecchio – Credits: ROBERT HARDING WORLD IMAGERY - NICO TONDINI/OLYCOM

L’hanno già chiamata “tassa sulla bellezza” (copyright dell’economista Mario Seminerio).
Il Comune di Firenze, guidato da Dario Nardella, ha appena aumentato, con una delibera della giunta, il Cosap, cioè il canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche.

Chi usa le piazze e le strade di Firenze a scopi commerciali dovrà pagare più tasse, fino a 10 volte quelle attuali.

Nel dettaglio: per piazza della Signoria, piazzale degli Uffizi, piazza San Firenze, piazza Santa Croce, piazza Duomo, piazza San Giovanni, via Martelli, piazza della Repubblica, piazza Strozzi, via Tornabuoni, ponte Santa Trinita, ponte Vecchio e piazza Pitti viene fissato un moltiplicatore di 2,25 che farà scattare la tariffa dagli attuali 2,09 euro a 10,458 euro al metro quadro al giorno.

Per piazza Santissima Annunziata, piazza Santa Maria Novella, borgo Ognissanti, piazza Santo Spirito, parco delle Cascine e piazzale Michelangelo il moltiplicatore fissato è di 1.35, in modo da portare da 2,09 euro a 6,274 il costo al metro quadro per Santissima Annunziata, Santa Maria Novella e Ognissanti e da 1,67 a 5,019 euro per Santo Spirito, Cascine e Michelangelo. “Una scelta di chiarezza e valorizzazione del centro storico” dice l’assessore fiorentino al Turismo Giovanni Bettarini.

Come osserva però l’economista Seminerio “sono aumenti non lievi. Firenze sembra quindi orientarsi verso l’estrazione di risorse fiscali dal turismo, rispetto ai residenti. Questo è infatti il senso di simili poderosi aumenti fiscali: ritenere che i commercianti da essi colpiti riusciranno a traslare a valle i maggiori oneri. Cioè, in essenza, che pagheranno i turisti. Diversamente, ci saranno problemi". Sappiamo, aggiunge l’economista, "che l’equilibrio tra l’attrazione dei flussi turistici e la preservazione del tessuto urbano è molto delicato, e che ci sono esternalità negative a carico dei residenti: sarebbe sciocco negarlo. Ma occorre anche essere consapevoli che, se qualcuno pensa di aver inventato il moto fiscale perpetuo esternalizzando sul turismo i costi di funzionamento della città, il risveglio potrebbe essere ruvido".

Firenze insomma punta sui turisti per portare risorse allo Stato italiano. Lo stesso Nardella dice che il suo obiettivo è quello di dare una mano a Matteo Renzi, di cui è stato vicesindaco a Firenze, e all'"ambiziosa opera del governo di riorganizzare i conti pubblici per portare il Paese fuori dalla crisi".

E come? Con i turisti appunto. Maggiori introiti sono previsti proprio dall’aumento della tasse di soggiorno (+3,25 milioni di previsione), delle aliquote dei bus turistici (+2,1 milioni) e dai parcheggi (3,6 milioni).

twitter@davidallegranti

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