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Economia

Benzina, continua la corsa dei prezzi

Un litro di verde può costare più di 2 euro. E nel prossimo weekend addio agli sconti, anche se Scaroni dell’Eni annuncia nuove iniziative

Prezzi della benzina ormai sopra i due euro (Credits: LaPresse)

Non accenna ad arrestarsi la corsa verso l’alto dei prezzi di benzina e diesel. Oggi ci sono da registrare nuovi record in questo senso, con la verde che in alcune Regione del Centro ha toccato la quota astronomica di 2,019 euro al litro. Particolarmente colpiti da questo ennesimo salasso sono gli automobilisti di Liguria e Toscana, le Regioni che applicano sui carburanti le accise locali più pesanti. Ma non va certo meglio nel resto d’Italia, con il caso clamoroso delle Isole Eolie dove oggi un litro di benzina è arrivato a costare  2,45 euro.

D’altronde i dati giornalieri forniti da Quotidiano Energia che effettua il monitoraggio nazionale dei prezzi parlano chiaro: le medie vanno da 1,928 euro al litro per la verde a 1,81 per il diesel, con punte per quest’ultimo che arrivano anche a q 1,85 al litro. A spingere verso l’alto le quotazioni dei carburanti ci sono fattori ormai di carattere strutturale che vanno dalle quotazioni del greggio, che comunque in questo periodo appaiono in calo, al cambio euro-dollaro, fino al peso, in Italia estremamente asfissiante, delle accise, nazionali e regionali.

Uno scenario confermato ancora una volta dall’amministratore delegato dell’Eni Paolo Scaroni che, come aveva già fatto in un intervento pubblico al Meeting di Rimini, oggi ribadisce che in queste condizioni è difficile immaginare che nel breve periodo ci possano essere cali dei prezzi di benzina e gasolio. Tra l’altro il prossimo weekend sarà anche l’ultimo con gli sconti , un’iniziativa lanciata proprio dall’Eni e fatta propria poi anche da altre compagnie.

Un’operazione che ovviamente ha riscosso un successo incredibile tra gli automobilisti che tra sabato e domenica si sono pazientemente messi in fila presso i distributori che praticavano le offerte sui carburanti. Una consolazione non da poco se si pensa che il risparmio per litro in alcuni casi è arrivato anche a 25 centesimi. Un effetto che nelle ultime settimane si è un po’ sgonfiato, complice la generale impennata dei prezzi che ha consentito sconti sempre più contenuti. Ma comunque l’operazione sconti non deve essere stata certo in perdita per le compagnie petrolifere se si considera che lo stesso Scaroni ha annunciato per l’autunno nuove iniziative di carattere economico per andare incontro alle esigenze dei consumatori.

Questi ultimi intanto, oltre a sfruttare l’ultimo weekend di sconti in programma per sabato e domenica, possono solo sperare che a livello internazionale non si aggravino fattori che al momento stanno influendo negativamente sulle quotazioni del greggio. Particolarmente insidiose sono ad esempio le condizioni politiche in Venezuela e quelle meteo nel Golfo del Messico, dove il ciclone Isaac sta mettendo a rischio le attività di estrazione.

Per il resto, immaginare che i prezzi in Italia possano calare invece attraverso dei tagli alle accise come avvenuto in Francia , è del tutto impensabile in un momento in cui Stato e Regioni sono alle prese con gravi esigenze di cassa. Una realtà questa confermata purtroppo anche dallo stesso Scaroni secondo il quale la situazione finanziaria del nostro Paese al momento non lascia nessun margine di manovra su questo fronte.

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