Economia

Tre priorità per il lavoro

Riduzione del cuneo fiscale, politiche attive, evitare passi indietro

Per far ripartire lo sviluppo, e dunque il lavoro, occorre innanzitutto porre un criterio alla base di ogni azione: bisogna incentivare ciò che genera valore e, proprio per questo, buona occupazione. Tre le priorità da perseguire. La prima è la riduzione del costo del lavoro, decisiva perché il lavoro è il punto di sintesi fra persona e azienda: un vero crocevia, dal quale dipendono caduta dei consumi, produttività e competitività, benessere delle persone, sviluppo delle imprese, tenuta sociale. La seconda priorità è costituita dalle politiche attive.

Non solo esse permettono di dare un reddito a chi non lo ha, aiutando a ritrovare un posto di lavoro, ma, fin da subito, sono in grado di facilitare la costruzione di una nuova impiegabilità. È, infatti, con il supporto alla ricollocazione, all’orientamento professionale e alla buona formazione che sarà sempre più possibile costruire un patrimonio di persone che lavorano, soprattutto giovani. La terza priorità è perseguire un migliore funzionamento del mercato del lavoro evitando passi indietro.

La strada da intraprendere è quella di rimuovere ulteriormente i vincoli alla flessibilità in uscita del contratto a tempo indeterminato, proprio per ridare centralità al medesimo, e di rendere più facile l’utilizzo di strumenti come la somministrazione, cha sa coniugare la flessibilità per l’azienda con la sicurezza dei lavoratori, abolendo le causali e facendo transitare su di essa tutte le esigenze di lavoro inferiori ai tre mesi.
 

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