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Marissa Mayer: angelo o demone?

Brillante, volitiva ma anche piuttosto dura e autoritaria con i colleghi: il nuovo Ceo di Yahoo! ai raggi X

Marissa Mayer

– Credits: Twitter

Ok, ormai sappiamo tutto di Marissa Mayer, da ieri nuovo Ceo di Yahoo! Sappiamo tanto per cominciare che è stata la prima donna assunta da Google, che (lo dice Fortune) è una delle 50 donne più potenti del mondo e che arriva sulla poltrona più importante della sua carriera nel pieno di una maternità. Insomma sulla carta sembra la persona giusta al posto giusto. Ma è davvero così?

Curriculum e gravidanze a parte, le voci che circolano sul conto della 37enne manager americana sono piuttosto contrastanti. Anzi, si potrebbe quasi dire che la Mayer è la classica figura che si ama o si odia.

Nel partito di chi la blandisce c’è di sicuro il fondatore di Tech Crunch Michael Arrington, che parla senza mezzi termini della nuova speranza di Yahoo! , nonché il guru del Web Marc Andreessen, addirittura scioccato dal fatto che a Sunnyvale siano riusciti ad assumere una del calibro di Marissa. Toni da fanfara anche per Fred Wilson, uno degli investitori più in vista della Silicon Valley, che dopo la notizia di ieri non ha dubbi: Yahoo! non è più quel morto che cammina che è stato negli ultimi tempi.

D’altro canto c’è anche chi ha avuto la possibilità di lavorare a stretto contatto con lei e di scoprirne il fatidico lato oscuro. Dicono di lei alcuni ex colleghi di Google: Marissa è una donna che ha avuto la fortuna di essere arrivata a Mountain View nel momento giusto (cioè prima che Google diventasse la grande G), diventata un’autorità grazie a uno stile manageriale basato sul bullismo ma che negli ultimi anni è stata relegata ai margini della società .

“Non conosce altro metodo di gestione che non sia quello dell’intimidazione e dell’umiliazione”, racconta in un’intervista a Business Insider una dipendente di Google che è pronta a scommettere: "la Mayer è l'ultimo chiodo piantato nella tomba di Yahoo!". "Certo - ammette la fonte - è una ragazza che lavora 24 ore al giorno 7 giorni su sette, ed è più brillante del 99% delle persone, ma lavorare con lei è un incubo. In Google aveva il suo addetto stampa personale, subordinati costretti a firmare NDA personalizzati, e uno staff ombra per le risorse umane che reclutava figure solo per il suo team".

Angelo o demone: dove sta la verità? Probabilmente nel mezzo, come sempre. E la conferma arriva da un’altra fonte di Google piuttosto vicina alla Mayer, "Ha i suoi difetti, ma è davvero cresciuta nel corso degli anni. Anch’io inizialmente ho pensato che fosse pazza, ma ora sono un suo grande fan". Fra i difetti c'è senza dubbio la durezza e l’eccessiva schiettezza nel parlare. “Nei primi anni era troppo dura con i suoi colleghi, e queste persone hanno la memoria come gli elefanti. E' volitiva e ha opinioni forti, ed è disposta a dire quello che pensa, il che la rende impopolare".

Già, a vederla così sembra che la Mayer sia della stessa pasta di cui sono fatti gli Steve Jobs, gli Henry Ford e tutti i vari leader autoritari, impopolari ma indiscutibilmente di successo.

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