Economia

Il decreto sviluppo? Servirà a poco - Il punto del The Wall street journal

Come voler svuotare il lago di Como con un mestolo e una cannuccia. Perché il vero problema sono 40 anni di norme sul lavoro. E infatti "se immaginate di essere un imprenditore in italia ecco cosa vi aspetta..."

Una copia del The Wall Street Journal (Credits: AP Photo/Mark Lennihan)

Serviranno a qualcosa le 185 pagine del decreto per lo sviluppo partorito dal Governo Monti? Se lo chiede il The Wall Street Journal nell'editoriale di oggi intitolato "Occupazione, lo stile italiano" (Employment, Italian Style). E si risponde pure. Serviranno a ben poco. "Come  voler svuotare il Lago di Como con un mestolo o una cannuccia". Perché la stagnazione italiana ha radici in ben altro, ovvero nel mercato del lavoro.

"Immagina di essere un ambizioso imprenditore italiano che vuol far partire un nuovo business..." scrive il quotidiano. Fai attenzione. Prima di tutto, dovrai essere ben conscio del fatto che "almeno due terzi dei contributi dei tuoi impiegati saranno a tuo carico".

Poi avrai non pochi vincoli se dovrai assumere il tuo dipendente numero 16, dato che in Italia è praticamente impossibile o comunque costosissimo licenziarlo.

Se hai intenzione di assumere l'impiegato numero 11, invece, dovrai preparare e inviare una serie di moduli alle autorità pubbliche in cui segnalare le possibili conseguenze del lavoro sulla salute.

Ma torniamo all'impiegato numero 16. Una volta assunto, i lavoratori avranno diritto ad avere un loro rappresentante sindacale in azienda che il management dovrà "consultare per qualsiasi questione, dal pari trattamento sul lavoro di uomini e donne all'introduzione di nuove tecnologie".

In più assumere il lavoratore numero 16 significa che il successivo dovrà essere un disabile. "In qualsiasi momento la tua azienda dovesse assumere il suo 51esimo dipendente, il 7% della spesa per la forza lavoro dovrà essere destinata a portatori di handicap... in cambio di particolari esenzioni fiscali per l'impresa stessa".

Se poi sei stato particolarmente bravo e sei cresciuto fino ad assumere il dipendente numero 101, ogni due anni dovrai "scrivere un report molto dettagliato sulla politica di parità di trattamento di uomini e donne sul lavoro", con l'indicazione degli assunti, dei loro ruoli e dei livelli occupati, degli stipendi e dei benefit ricevuti, promozioni, trasferimenti e impatto del loro lavoro sui ricavi.

Tuttavia, tutto questo si può bypassare. Come? Il The Wall Street Journal lo spiega chiaramente: "Le imprese sono esentate dall'effettuare versamenti nel fondo nazionale per la disoccupazione temporanea se hanno fino a 15 impiegati; quelle al dettaglio e turistiche non pagano contributi fino all'assunzione del 51esimo lavoratore; le società commerciali fino al dipendente numero 201". E possono ricevere crediti fiscali per 15.200 dollari all'anno per ogni nuovo contratto di assunzione a tempo determinato se il neo-assunto è una donna o un giovane di età inferiore ai 35 anni che viva in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sardegna o Sicilia.

Dove vuole arrivare il quotidiano?

Si capisce bene dal finale dell'editoriale: "Tutte queste forme di protezione e assicurazione, compresa la burocrazia annessa e connessa, sottrae il 47,6% della busta paga media di un italiano" (dati Ocse). Così tu imprendtore, come il lavoratore, puoi stare "fuori da tutto questo". Come? Lavorando "off the books". Ovvero, in nero.

"Il mercato grigio e nero fa girare un quarto dell'economia italiana" va giù duro il The Wall street journal che conclude. "Quindi, chi lo sa: tu, imprenditore, con un po' di fortuna potrai scoprire un espediente nel decreto per la crescita di Mr. Monti che ti consentirà di assumere più dipendenti senza incorrere in eccessivi costi previdenziali, che faccia in modo che tutti i nuovi assunti siano disabili, sardi, con gli occhi azzurri e di età compresa tra 46 e 53 anni".

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