Lavoro

Esodati, chi sono i tutelati e chi è in attesa

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l'ultimo decreto, che porta a 130mila circa il numero dei salvaguardati. Speranze e attese per i 200mila lavoratori ancora da tutelare

Una protesta dei Lavoratori esodati a Roma (Credits: Alessandro Di Meo/Ansa)

La tutela, finalmente, è diventata legge. E' quella prevista per l'ultima platea di circa 10mila esodati, cioè quei lavoratori che hanno firmato negli anni scorsi un accordo con la propria azienda per mettersi in mobilità e che, fino a pochi mesi fa, rischiavano di rimanere senza un impiego e senza la pensione, a causa dell'ultima riforma previdenziale ideata dall'ex-ministro del welfare, Elsa Fornero . (che ha spostato notevolmente in avanti l'età del pensionamento).

LA RIFORMA DELLE PENSIONI DI ELSA FORNERO

IL PROBLEMA DEGLI ESODATI

ESODATI: CHI HA RICEVUTO LA TUTELA

Ora, sulla questione degli esodati, è possibile finalmente tirare le somme, poiché è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l'ultimo decreto di salvaguardia, approvato dal governo Monti. Le persone finora tutelate per legge (che andranno in pensione prima della fine del 2014) sono poco più di 130mila, divise in tre scaglioni. Una prima tranche di circa 62mila lavoratori è già definitivamente in salvo, un secondo scaglione di 55mila esodati ha da poco presentato la domanda di tutela all'Inps, mentre altri 10mila circa potranno farlo nei prossimi mesi. La questione-esodati resta però irrisolta poiché, secondo le stime più accreditate, entro la fine del 2017 sono attesi altri 200mila italiani (tutti attorno ai 60anni di età) che rischiano di rimanere senza un'occupazione e senza un assegno pensionistico. Per loro, le speranze sono aggrappate all'iniziativa del neo-ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, che vuole rendere più flessibile la riforma previdenziale della Fornero, probabilmente abbassando a 62 anni (con qualche penalità) la soglia di accesso alla pensione.

Ma ecco, nel dettaglio, il riepilogo della situazione di tutti gli esodati.

I PRIMI LAVORATORI TUTELATI

I lavoratori del primo scaglione di esodati hanno già concluso le pratiche e ricevuto risposta dall'Inps, che ha pubblicato i dati definitivi. Nello specifico, sono state salvaguardate circa 62mila persone di cui poco più di 7.200 percepiscono già la pensione. Le categorie incluse nelle tutele sono sette:

-26.181 lavoratori in mobilità ordinaria

-2.565 lavoratori in mobilità lunga

-17.143 titolari di prestazione straordinaria

-7.960 prosecutori volontari del versamento dei contributi

-1.226 lavoratori pubblici esonerati dal servizio

-87 lavoratori in congedo per assistere figli disabili gravi

-3.888 lavoratori cessati in base ad accordi individuali o collettivi di incentivo all’esodo

LA SECONDA TRANCHE DI SALVAGUARDATI

La seconda tranche di 55mila lavoratori ha presentato a maggio le domande di tutela, che saranno esaminate dall'Inps nei prossimi mesi. Ecco le categorie interessate:

-40mila persone che hanno firmato un accordo per ottenere la mobilità o la cassa integrazione straordinaria entro la fine del 2011 anche se, alla data del 4 dicembre (cioè prima della riforma Fornero), l'ammortizzatore sociale non era stato ancora attivato

-7.400 lavoratori che, entro il 4 dicembre, hanno ricevuto l'autorizzazione alla prosecuzione volontaria dei contributi e che maturano il diritto al pensionamento (con le vecchie regole pre-riforma) entro il 31 dicembre 2014

-1.600 esodati a carico dei Fondi di Solidarietà

-6mila lavoratori che hanno firmato degli accordi collettivi o individuali per mettersi in mobilità secondo le disposizioni della legge n.14 del 2012 (decreto milleproroghe).

LA TERZA TRANCHE

Chi appartiene al terzo e ultimo scaglione di salvaguardati (per il quale è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale un apposito decreto datato 28 maggio 2013), avrà 120 giorni di tempo per presentare le domande di tutela, cioè fino al prossimo 25 settembre. Di seguito le categorie interessate:

-persone che hanno continuato a lavorare lavorare fino al 30 settembre 2012 ma sono state collocate in mobilità ordinaria o in deroga a causa di accordi stipulati entro il 31 dicembre 2011

-lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria del versamento dei contributi entro il 4 dicembre 2011, con almeno un contributo accreditato o accreditabile entro il 6 dicembre dello stesso anno

-persone che hanno ricevuto l'autorizzazione al versamento volontario dei contributi e sono state collocate in mobilità entro il 4 dicembre 2011, ma che devono attendere la fine del periodo di mobilità per eseguire i primi versamenti

-lavoratori che hanno smesso di lavorare entro il 30 giugno 2013, in seguito ad accordi d’incentivo all’esodo firmati prima del 31 dicembre 2011

GLI ESODATI E IL GOVERNO LETTA

Per rientrare nel novero dei salvaguardati, bisogna inoltre rispettare un altro requisito di base: maturare il diritto alla pensione con le regole precedenti la riforma Fornero durante il periodo di mobilità e, in ogni caso, prima del 31 dicembre 2014. Entro il 2017, però, è previsto l'arrivo di altri 150-200mila esodati, cioè lavoratori anziani che perderanno il posto per un motivo o per l'altro e che, difficilmente, riusciranno a reinserirsi nel mondo produttivo. Per risolvere il problema, il governo Letta potrebbe adottare (del tutto o in parte) la proposta di riforma previdenziale presentata nella scorsa legislatura dal deputato del Pd, Cesare Damiano, che consente di andare in pensione a 62 anni (e non a 66 come prevede la legge Fornero) seppur con alcune penalizzazioni sull'assegno maturato (con un taglio sino all'8% dell'importo). Non è ancora sicuro, però, che si tratti di una soluzione definitiva per azzerare completamente l'esercito dei potenziali esodati.

GLI ESODATI: STAFFETTA COI GIOVANI

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