Economia

Opinioni dalle ferie estive: si va verso la fine del tunnel?

Considero da sempre i primi giorni di settembre come l’inizio di un nuovo anno, alla stregua di un gennaio qualsiasi quando di inizio – dell’anno – si tratta davvero. Sarà per lo stacco dato dalle ferie estive, per la possibilità …Leggi tutto

Considero da sempre i primi giorni di settembre come l’inizio di un nuovo anno, alla stregua di un gennaio qualsiasi quando di inizio – dell’anno – si tratta davvero. Sarà per lo stacco dato dalle ferie estive, per la possibilità di avere il tempo di riavvolgere il riavvolgibile, per il pensiero del ritorno che presuppone una partenza, fisica o meno. Anche quest’anno le vacanze sono state un’occasione per pianificare tutta una serie di attività che ho intenzione di intraprendere a breve ma allo stesso tempo hanno rappresentato un momento perfetto per capire cosa sta passando per la testa della gente.

Mai come ad agosto può capitare di “incrociare” persone provenienti dai più disparati luoghi e proprio per questo, prima di partire, mi ero ripromesso di chiedere qua e là alle persone con cui fossi entrato in contatto con un minimo di confidenza, cosa si prospettassero per il nuovo anno, o meglio da settembre in poi. Così tra una chiacchierata e l’altra capitava di buttarci dentro qualche domanda del tipo: hai avuto ripercussioni sul tuo lavoro a causa della crisi, come vedi la situazione per il prossimo periodo?

Nonostante non rappresenti una ricerca con basi scientifiche ovviamente, sentendo parlare liberi professionisti, impiegati, piccoli imprenditori che ho incontrato, sono rimasto sorpreso da alcuni punti comuni che sono emersi un po’ con tutti: l’esperienza sottolineava un generalizzato calo della quantità di lavoro, meno acquisti o meno richieste di “interventi”, in alcuni casi perdita di clienti mentre in altri casi clienti da sempre con disponibilità economiche arrivavano a considerare il centesimo.

Parlando con Stefano per esempio, specializzato di sicurezza sul lavoro, mi diceva che alcune aziende non hanno disponibilità per pagare riammodernamenti di impianti e preferiscono rischiare di prendere una multa piuttosto che dover tirare fuori dei soldi, quando quei soldi non ci sono. Oppure Giovanni, che si occupa di installazione di impianti di condizionamento di grandi dimensioni, mi raccontava del ruolo che stanno avendo in certi comparti alcuni investimenti stranieri.

Certo, la situazione risulta complicata, nonostante questo tutti facevano trasparire una prospettiva positiva, una ripresa che riportasse le cose dentro binari ben più sostenibili. Senza dati alla mano o senza stare a parlare di riforme o controriforme, il pensiero era in generale “contro-pessimista”, secondo alcuni perché peggio non si può andare, ma in realtà penso che sia proprio una questione di atteggiamento, di modo di porsi verso i prossimi mesi, e che mi sembra la cosa migliore da fare.

© Riproduzione Riservata

Commenti