Economia

Ddl concorrenza: cosa cambia per la telefonia

Le nuove regole stabiliscono che le spese legate al diritto di recesso siano rese note al consumatore al momento dell’offerta

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Non è proprio quello che da tempo chiedono le associazioni dei consumatori, ma è certamente un piccolo passo avanti. Ci riferiamo alle nuove regole riguardanti il diritto di recesso da un contratto di telefonia. Ebbene, le nuove regole introdotte dal ddl concorrenza, stabiliscono che d’ora in poi gli operatori telefonici dovranno comunicare ai propri utenti al momento dell’avvio di un’offerta le spese che si dovranno sostenere per recedere dal contratto stesso. In realtà da tempo ormai, le associazioni dei consumatori chiedono con forza che i costi in questione vengano totalmente aboliti, ed è per questo che in generale le nuove misure approvate dal governo hanno lasciato un po’ l’amaro in bocca. “L’unica misura seria che va introdotta è la portabilità, ossia zero spese di chiusura, come avviene per i conti correnti. Tutto il resto è un pannicello caldo” ha spiegato Massimiliano Dona dell’Unione nazionale consumatori.

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In questo senso è bene ricordare che le penali telefoniche erano state formalmente eliminate dalle lenzuolate Bersani, fin dal 2007. Ma la liberalizzazione in questo senso sembra aver fallito il proprio obiettivo, visto che le penali sono rientrate dalla finestra sotto forma di spese. “Ora l’unica liberalizzazione possibile e utile è quella di dare la possibilità al consumatore di passare velocemente e senza spese da una compagnia all’altra. Non si può avere concorrenza, infatti, senza perfetta mobilità dei fattori” ha aggiunto Dona. L’unica consolazione contenuta all’interno del nuovo provvedimento che ha ad oggetto la telefonia, riguarda l’entità di queste spese legate al recesso. La nuova norma stabilisce infatti che esse debbano essere quantomeno “eque e proporzionate”, ossia non punitive del consumatore che decida di cambiare operatore.

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Siamo dunque ancora lontani, in effetti, da una piena e completa liberalizzazione, ma la fase di avvicinamento continua. E sarà tanto più compiuta quando, oltre all’azzeramento delle spese di recesso, si otterranno dagli operatori, come ricordato sempre dall’Unc, altre forme di garanzie: dall’abolizione dei costi per la disdetta di offerte promozionali legate a sconti tariffari, all’azzeramento delle spese di spedizione delle bollette a carico degli utenti, fino alla condizione che preveda in presenza di beni in offerta, tipo modem o smartphone in omaggio o scontati, e in caso di recesso anticipato del consumatore, il versamento di una quota commisurata al valore del bene al momento del recesso, e non, come accade ora, del suo valore originario.   

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