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Mercato dell'auto: i motivi per cui rallenta in Italia

A luglio immatricolazioni in crescita del 2,9%, un dato che ci riporta alla fine del 2014. Battuta d'arresto "fisiologica". Ma FCA cresce

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L'ingresso della fabbrica di assemblaggio dei Truck di Fiat Chrysler Automobile (FCA) a Warren nel Michigan – Credits: Bill Pugliano/Getty Images

Dopo un anno e mezzo di aumenti a due cifre, il mercato dell'auto crece ancora ma rallenta in Italia. A luglio le immatricolazioni sono state 136.275, il 2,9% in più rispetto allo stesso mese 2015 ma comuque il risultato più basso dal dicembre 2014 in termini di crescita. Una battuta d'arresto "attesa" da analisti e operatori, che puntano il dito contro il calendario, con due giorni lavorativi in meno rispetto a luglio 2015, contro il "ridotto impegno di marketing delle case automobilistiche" e l'aumento dei listini.

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Alla frenata resiste Fca, che per il 19/esimo mese consecutivo fa meglio del mercato: le vendite del gruppo - sei vetture nella top ten e otto tra le prime dodici - sono state 39.234, il 4,8% in più del settore.

"Dopo un lungo periodo di espansione sostenuta, una pausa è nell'ordine delle cose", osserva Gian Primo Quagliano, del Centro Studi Promotor, secondo cui "il peggioramento delle prospettive di ripresa del sistema economico italiano" ha influito sul comparto, nonostante la fiducia di consumatori e imprese sia tornata a crescere.

Tra le case automobilistiche, perdono quota Volkswagen (-8,08% le immatricolazioni a luglio, mentre resta positivo il risultato dei sette mesi, +14,03%) e Opel, -13,93% a luglio, +6,48% nel periodo gennaio-luglio. Renault, invece, aumenta le immatricolazioni in Italia del 15,38% e porta a +30,07% la performance nell'intero periodo. Bene anche Mercedes (+17,61%) e Bmw (+23,96% a luglio).

In totale dall'inizio dell'anno le consegne sono state 1.179.068, il 17,1% in più rispetto ai primi sette mesi del 2015. Per Fca l'incremento nello stesso periodo è stato invece del 19,9%. L'ingresso nel secondo semestre dell'anno, dunque, "è comunque buono - osserva l'Anfia, l'Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica -, anche considerando che la prima parte dell'anno ha superato il milione di immatricolazioni come non accadeva dal 2011".

"Finchè cresciamo, anche di poco, va tutto bene", osserva il presidente di Federauto Filippo Pavan Bernacchi, che invita il governo ad un confronto "sui nodi irrisolti da anni che ci trasciniamo dietro". Dal bollo auto, alla fiscalità delle auto aziendali, dalle agevolazioni per i disabili alle possibili sinergie tra trasporto pubblico e privato. Chiede "politiche mirate" anche Massimo Nordio, presidente dell'Unrae, l'Associazione delle Case automobilistiche estere, che auspica la creazione di una "valida cabina di regia" in grado di promuovere una nuova cultura della mobilità".

Le stime per il 2016, comunque, restano quelle dei mesi scorsi. Il mercato dovrebbe attestarsi su 1,8 milioni di nuove immatricolazioni, superando il 2011 (1,75 milioni) e risalendo la china fino al 2010, l'ultimo anno "buono" per il settore dell'auto in Italia con oltre 1,96 milioni di nuove vetture. (ANSA)

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