Aziende

Luca Barabino, comunicare in tempi di crisi

L'agenzia italiana B&P scala la classifica mondiale delle pubbliche relazioni, nonostante la congiuntura sfavorevole

Luca Barabino, fondatore dell'omonima società di comunicazione (Credits:Ufficio Stampa B&P)

Undicesima al mondo, settima in Europa e prima nel nostro paese. Sono i risultati che l'agenzia italiana di pubbliche relazioni, Barabino&Partners, ha inanellato la scorsa settimana. Ad assegnarle questi 3 riconoscimenti è stata la società di analisi indipendente Mergermarket (gruppo Financial Times) che ha pubblicato la sua utima classifica sulle fusioni e acquisizioni tra aziende (M&A), comunicate alla stampa e alla comunità finanziaria nel corso del 2012.

Con 57 operazioni di M&A seguite, per un valore complessivo di 34 miliardi di dollari, Barabino&Partners si è confermata leader in Italia nella comunicazione finanziaria d'impresa e ha scalato diverse posizioni anche nella classifica globale (l'anno scorso, infatti, era 17esima per numero di operazioni seguite e 12esima per controvalore). Ma Luca Barabino, fondatore e numero uno della società, da buon genovese preferisce tenere un profilo basso: “siamo contenti del risultato”, dice, “ma siamo anche consapevoli di una cosa: rispetto ai colossi internazionali della comunicazione, restiamo ancora una piccola realtà”.

L'EDITORIA IN CRISI

In effetti, fare il mestiere dei comunicatori d'impresa nel nostro paese non è prorio facile come negli Stati Uniti o in Gran Bretagna, almeno ad alti livelli. Londra e New York, com'è ovvio, sono i centri nevralgici della finanza mondiale e lo saranno ancora per molto tempo, mentre Milano resta relegata al ruolo di periferia. Senza dimenticare, poi, che la crisi economica di Eurolandia ha spinto molte aziende a tagliare i costi, prorpio dove sembra più facile e indolore: per esempio nella comunicazione, nelle pubbliche relazioni o nella pubblicità che spesso, quando arriva il momento di tirare la cinghia, vengono viste dalle imprese come attività a cui si può anche rinunciare, almeno in parte.

Eppure, da quando è iniziata la crisi, cioè dal 2007 in poi, la Barabino&Partners si è trasformata in una piccola multinazionale: ha aperto diverse sedi all'estero, a Londra, New York, Berlino e dal novembre scorso anche in Brasile, che si sono aggiunte a quelle già esistenti a Genova, Milano, Roma e Bruxelles. Grazie all'intenazionalizzazione e nonostante la congiuntura economica sfavorevole, negli ultimi 5 anni l'agenzia italiana è riuscita così a mantenere stabile il proprio giro d'affari, attorno ai 20 milioni euro, compensando con l'espansione all'estero il fisiologico calo del fatturato domestico.

L'uscita dai confini nazionali è stato dunque un passo importante per fronteggiare la crisi, ma non è stato l'unico. La carta vincente per la comunicazione d'impresa, secondo Barabino, oggi sta tutta nel capire come sono cambiate le relazioni pubbliche e istituzionali delle aziende. In tempi di vacche grasse, quando l'economia tirava, le imprese chiedevano infatti delle strategie di comunicazione aggressive, per conquistare spazi e visibilità sui media. Oggi, invece, i bisogni sono in gran parte mutati e molte società (soprattutto quelle quotate in borsa) hanno sempre più spesso la necessità di far conoscere al mercato e all'opinione pubblica ben altri contenuti, un po' più “delicati”: per esempio qualche ristruturazione del business o degli organici, che certo non rappresentano bellissime notizie. Volenti o nolenti, insomma, la comunicazione d'impresa resta nella nostra società un'attività strategica a cui le imprese non possono rinunciare facilmente. E' un' attività che esisterà sempre, al pari dell'informazione, che pure stanno attraversando un mutamento profondo e traumatico.

INTERNET E LA CRISI DELL'EDITORIA

E' bene dunque guardare avanti, senza però dimenticare le proprie radici. Quelle di Luca Barabino, infatti, restano  ben piantate a Genova, una città a cui è legato (oltre che dalle origini)  anche dalla passione sportiva per la squadra rossoblu del Genoa (di cui è consigliere di amministrazione): il club calcistico più antico d'Italia  “che oggi”, ammette Barabino, “ha una posizione in classifica non proprio esaltante”.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti