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Viaggio nel ventre di Napoli con il nuovo romanzo di Nicola Manzò

‘Gli amanti di Vico San Severino’ racconta la storia di un delitto sospeso tra passato e presente

Un particolare della copertina

Un particolare della copertina – Credits: Tea

Gli amanti di vico San Severino, romanzo d’esordio di Nicola Manzò, ci conduce alla scoperta della Napoli più segreta attraverso le avventure del suo protagonista, il commissario Alfredo Renzi, milanese da poco trasferitosi nella città partenopea.

Quasi a voler compensare l’iniziale freddezza del poliziotto, la voce dello scrittore, napoletano d.o.c, ha fin da subito l’occasione di farsi intendere nei loquaci discorsi di tassisti, barbieri e albergatori, che accolgono il nuovo arrivato, e con lui il lettore, come se fosse un vecchio amico finalmente tornato a casa.

Ma la Napoli più spietata non tarda a mostrare il suo volto quando, pochi giorni prima di Natale, la polizia scopre i corpi di due giovani amanti brutalmente uccisi nel loro letto. Il commissario Renzi si trova dunque a dover fare i conti con un intricatissimo caso di duplice omicidio, in una città che non conosce e con il solo aiuto di sottoposti di cui ancora non riesce a ricordare i nomi.

Il romanzo procede lungo due binari narrativi: da una parte segue le peripezie del commissario meneghino, alle prese tanto con la difficile indagine quanto con il tentativo di ambientarsi in quella che ormai è diventata la sua nuova città; dall’altra catapulta il lettore nel I secolo a.C, per mostrargli la misteriosa sparizione di un carico d’oro trasportato da alcune navi romane. Una vicenda solo apparentemente sepolta dalle sabbie del tempo, ma in realtà strettamente connessa al terribile omicidio avvenuto a Napoli quasi due millenni dopo.

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