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Shaquille O'Neal, una vita esagerata

"A tutto Shaq" è l'autobiografia del campione di basket tra i più amati degli ultimi anni. Divertente, contraddittoria, a tratti spiazzante

A tutto Shaq

Particolare della copertina – Credits: Dalai Editore

4 titoli Nba, un oro mondiale, uno olimpico, sesto marcatore di tutti i tempi, nonché uno dei giocatori più dominanti della storia della pallacanestro. Ce n'è di che scrivere una autobiografia. Ma in A tutto Shaq non ci sono solo i risultati sportivi: il gigante americano è stato (fino al ritiro, l'anno scorso) uno dei personaggi più anomali e interessanti di tutto il panorama sportivo mondiale e, se cercate una lettura estiva leggera e curiosa, di cose da raccontare ne ha.

L'autobiografia, scritta con l'aiuto della giornalista sportiva Jackie McMullan, fa un excursus dalla nascita fino a tutti i 19 anni di Nba di Shaq. Si parte dalle origini umili, con il padre biologico che fugge prima della nascita, la formazione umana sotto il 'sergente', l’esigente e un po' violento nuovo compagno della madre, fino all'esplosione fisica e i primi successi nel basket; poi il professionismo e i contratti da 100 milioni di dollari, i titoli e le rivalità un po' con tutti, i dolori familiari e quelli muscolari, l'ultima stagione di sofferenze e il ritiro, per ricominciare una nuova vita da businessman. Lo stile è semplice e aneddotico, un monologo del campione intervallato da piccoli incisi del giornalista, meno sofisticato di altri libri sportivi come ad esempio i più intriganti Open di Andre Agassi e Il basket eravamo noi , di Larry Bird e Magic Johnson (quest’ultimo sempre con la MacMullan).

Detta così sembra una success story come molte altre, ma qui quello che conta e che 'fa' il libro è il punto di vista del protagonista: 2 metri e 16 cm per 169 kg significano un personaggio per forza di cose 'bigger than life', per dirla all'americana. O’Neal e la sua personalità sono sempre andati oltre il basket, diventando un divo dell'entertainment a tutto tondo, con un'anima a suo modo complessa. Dietro al simpatico gigione si rivela il lato oscuro di Shaq: l'egocentrismo, i dualismi sportivi, gli odi, l'istinto incontrollabile. Appaiono le contraddizioni folli e divertenti di un uomo extralarge che vorrebbe essere 'normale', uno che accumula centinaia di milioni di dollari ma che trova pace solo quando pensa a sua nonna. Shaq regala mucchi di denaro a chi non ne ha, poi compra due Ferrari per dimostrare che può farlo ma le deve segare e saldare insieme perché non ci entra; Shaq che viene dalla strada ma è tra i primi investe in azioni di Google; mentre gioca si laurea per una promessa fatta alla mamma e vuole coltivarsi un futuro dopo il basket.

Con A tutto Shaq ci aspettavamo una lettura da ombrellone e in questo senso non siamo rimasti delusi, ma c'è anche qualcosa in più, un piccolo tassello del puzzle della condizione umana.

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