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Pallone criminale: e il calcioscommesse non ha più segreti

Mafia e calcio. Criminalità e gioco sporco. Scritto da due giornalisti, Gianluca Ferraris e Simone di Meo, il libro svela tutto sui rapporti tra malavita e pallone. E fa capire come i recenti fatti di cronaca siano solo la punta di un iceberg che parte da molto lontano

La copertina di Pallone criminale (Ponte alle Grazie editore), il libro di Gianluca Ferraris e Simone di Meo

"Perché Cosa Nostra, camorra, 'ndrangheta e Sacra Corona Unita, che siedono su patrimoni immensi... scelgono di investire nel pallone, dove fiori di imprenditori hanno fallito o comunque perso cifre cospicue?... Le ragioni fondamentali sono due: ... riciclaggio e popolarità".

Sì perché il fenomeno del "Calcioscommesse " di cui tanto si parla in queste ultime settimane è solo la punta dell'iceberg di un giro di soldi e malavita organizzata che dal nord al sud ha messo le mani oramai da anni sul calcio italiano. Sono queste le sconvolgenti verità raccontate nel libro Pallone Criminale (Ponte alle Grazie Editore) scritto da Gianluca Ferraris e Simone di Meo. Un'inchiesta che i due giornalisti hanno raccolto dopo aver trascorso mesi tra carte giudiziarie, materiale investigativo inedito, incontri e racconti.

Letto questo libro, davvero lo scandalo del Calcioscommesse non ha più segreti. E tutto diventa subito molto chiaro.

Il risultato infatti, è impressionante: si raccontano sponsorizzazioni fittizie, partite truccate, puntate clandestine, presidenti prestanome, ultras collusi, centri scommesse di copertura. Tutti strumenti utili a riciclare enormi somme di denaro.

E c'è una vena di rabbia e triste consapevolezza nelle pagine di Pallone criminale. Gianluca Ferraris, oltre a essere esperto di vicende giudiziarie, ama il calcio. Lo segue da quando è bambino. Gli ha dedicato anni di passione, tempo, domeniche vicine e lontane dalla sua Genova. Simone di Meo, al contrario, non si è mai interessato a questo sport. Ma sì alla criminalità organizzata di cui è grande esperto e di cui scrive da anni non solo inchieste ma anche libri. Si legge nel libro: "... Ormai non siamo più cinquantotto milioni di allenatori, ma siamo invece di volta in volta costretti a improvvisarci esperti di bilanci, di diritto, di regolamenti sportivi, persino di medicina. All'appello mancava il diritto penale. Ora il catalogo è davvero completo".

Da quando "il sogno degli italiani era fare 13 al Totocalcio" e da quando "le scommesse (ancora vietate).... venivano annotate a mano su un semplice foglietto di carta con su scritto "pane" (pareggio) e "vino" (vittoria) ... ne è passata di acqua sotto i ponti. Sono cambiati i giocatori e anche i criminali".

Oggi c'è Salvatore 'O Capitone, la memoria storica del pallone criminale. C'è il pizzettaro preferito di Ezequiel Lavezzi, Mario Iorio. E c'è Scintillinu, capomafia molto attivo (tra le altre cose) nel totonero. E poi ancora: le mani dei clan Casalesi, della mafia cinese, e della criminalità organizzata sulle squadre di calcio e sulle loro proprietà.

E poi dati, storie, stralci di atti giudiziari. Per chi vuole capire davvero, come scrivono i due autori, "come e fino a che punto le mafie stanno rovinando il gioco più bello del mondo".

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