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Libri

Bookcity e Librinnovando a Milano

Al centro della festa del libro e della cultura, ebook, prezzi e mestiere (del libraio)

On the Platorm, Reading. Credits: Moriza/flickr.com

Difficile immaginare un weekend più intenso di quello appena trascorso a Milano per gli appassionati di libri: Bookcity , che per quattro giorni ha trasformato la città in tempio della cultura e della lettura è stata una vera goduria. Incontri con gli autori, conferenze sul libro, aperitivi culturali e spettacoli per bambini e adulti hanno animato vie, librerie, biblioteche, musei, il Castello sforzesco, trasmettendo un entusiasmo che solo gli eventi di qualità riescono a creare. Il tutto per celebrare una cosa sempre più rara, ma che quando ti prende non ti lascia più: la passione per la lettura.

All'interno della cornice di Bookcity, si è parlato largamente dei libri e della loro trasformazione a Librinnovando , una giornata dedicata all'editoria digitale giunta alla sua quinta edizione e che è diventata un appuntamento fisso per tutti gli appassionati di ebook e dintorni. La sensazione generale che ne è emersa è che il mercato dei libri elettronici sia un po' in stallo dal punto di vista delle novità tecnologiche, ma sempre più diffuso e conosciuto. L'attenzione non è più sul formato degli ebook attuali e sui limiti oggettivi di un mondo in cui il prodotto non può ancora essere diffuso senza confini: questo ormai lo si sa, e si è convinti che la mancanza di standard condivisi faccia parte di una fase di passaggio che verrà presto (o tardi) superata.

La stessa cosa vale per le resistenze dovute alla differenza tra il libro digitale e quello cartaceo (il profumo della carta è stato uno degli argomenti di apertura di una sessione, ma è servito solo come spunto per affrontare il tema ben più significativo del prezzo degli ebook). Non si è parlato molto neanche dei principali attori del mercato: in questo momento lo scenario è fortemente determinato dai distributori di dispositivi, ma anche questo in un prossimo futuro potrebbe modificarsi (nel mondo dei videogames è già successo). Come ha detto giustamente Paola Dubini, docente della Bocconi esperta di economia e management dell'editoria, "il libro oggi è un contenuto fluido, pronto ad adattarsi a mille forme diverse, ognuna appropriata alle esigenze del suo lettore. Ma fino a quando alla domanda "che libro stai leggendo?" ci sarà una risposta, il contenuto sarà riconosciuto con il suo carattere di libro (non documento, non file multimediale...), indipendentemente dal supporto in cui si preferirà leggerlo". Per un lettore, questo è quello che conta.

I punti fondamentali affrontati a Librinnovando hanno riguardato il prezzo degli ebook, la situazione dell'editoria professionale e scolastica e lo stato generale del mercato librario. Sul prezzo dei libri digitali (troppo alto o troppo basso, disomogeneo tra un editore e l'altro) è emerso soprattutto il fatto che gli editori stanno sperimentando (dai dati forniti da Marco Ferrario di Bookrepublic i libri che costano tra 0 e 5 euro sono riconducibili a ben 60 fasce di prezzo), ma il calcolo finale dello "scontrino" è ancora determinato dal sistema tradizionale: non è il mercato a creare l'offerta, ma è l'editore ad imporre le sue logiche. Bisogna cambiare mentalità, ascoltando di più le richieste e le esigenze di chi legge, altrimenti continueremo a interrogarci senza trovare risposte.

Molto interessante è stato ascoltare quale strada stanno prendendo nel nuovo panorama editoriale e normativo i libri di testo scolastici: c'è chi vorrebbe abolire l'utilizzo del libro cartaceo e chi vi si aggrappa come a una sorta di ancora di salvezza. La tesi che prevale è che in questa fase transitoria un libro di testo cartaceo di riferimento per gli studenti continuerà ad esserci, coadiuvato da app su tablet: questo genere di dispositivo sembra lo strumento migliore per arricchire il mondo dell'apprendimento scolastico. È però necessario superare gli individualismi sui contenuti, dato che ogni editore tende a porsi come autoreferenziale riguardo ai propri testi.

Problema diverso, ma fortemente connesso al nuovo mondo dell'editoria è quello dell'overdose di informazioni e pubblicazioni che tutti i lettori si trovano davanti: nel mare magnum dell'offerta sterminata di contenuti, gli algoritmi informatici non sono sufficienti per trovare o lasciarsi suggerire quello che si cerca: è sempre più necessario che bibliotecari e librai - fisici o digitali - facciano bene il loro lavoro di mediatori dell'informazione. E promuovano la lettura. Perché, come ha affermato Andrea Coccia in quello che è stato il top tweet dell'evento:

"Scriviamo tantissimo, scriviamo tutti, scriviamo sempre, contenuti di ogni tipo, tweet, post etc. Chissà se leggiamo ancora".

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