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Libri

"La stanza delle meraviglie" di Brian Selznick

Dallo scrittore de La straordinaria invenzione di Hugo Cabret un nuovo romanzo per parole e immagini

Brian Selznick nella serata degli Oscar 2012

Brian Selznick nella serata degli Oscar 2012 – Credits: AP Photo/Chris Pizzello

Non mi sono ancora avventurata nella lettura ma la mano e la curiosità non hanno potuto trattenersi dallo sfogliare intanto i disegni che fascinosamente intervellano le parole.

Da poco uscito in Italia (edito da Mondadori, 649 pagg.), La stanza delle meraviglie è il nuovo romanzo di Brian Selznick , l'illustratore e scrittore statunitense il cui innovativo libro La straordinaria invenzione di Hugo Cabret ha ammaliato Martin Scorsese che ne ha tratto il film Hugo Cabret (Oscar per la coppia italiana di scenografi Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo).

Selznick lascia la fantasia libera di muoversi in due strade parallelle, quella del racconto a parole e quella del racconto per immagini. Ecco così la storia di Ben, scritta, e quella di Rose, disegnata, che si muovono tenendosi per mano pur a cinquant'anni di distanza l'una dall'altra. Ben vorrebbe riunirsi al padre che non ha mai conosciuto, Rose colleziona articoli di giornale che parlano di una misteriosa attrice e desidera fuggire dalla prigione dorata in cui è trattenuta. I due ragazzi hanno il sogno comune di una vita diversa da quella che il destino ha loro riservato... entrambi partono così alla ricerca di quello che hanno perduto. Alla fine si incroceranno, nella vita, tra parole e immagini.

Senza dire altro per non sciupare la lettura mia e altrui, colgo solo due elementi ispiratori de La stanza delle meraviglie, riportati da Selznick nei Ringraziamenti finali. Mentre stava realizzanto La straordinaria invenzione di Hugo Cabret l'autore è stato colpito dal documentario visto in tv Through Deaf Eyes (Attraverso occhi sordi), sulla storia della cultura dei non udenti in America, e su come nel 1927 l'introduzione del sonoro nel cinema fu un colpo terribile per la comunità dei non udenti. L'altro "germe fondamentale" - come scrive Selznick - a La stanza delle meraviglie è stato seminato dal suo amico Sean Murtha che molti anni prima gli aveva fatto oltrepassare le porte con su scritto "Accesso riservato ai dipendenti" o "Vietato l'ingresso" dell'American Museum of Natural History di New York.

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