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"La fiaba estrema", Graziella Bernabò racconta Elsa Morante intrecciando vita e letteratura

Vita e scrittura si intrecciano nel racconto, a cento anni dalla nascita, di una delle figure più importanti e complesse della letteratura del Novecento: Elsa Morante

"La fiaba estrema. Elsa Morante tra vita e scrittura", Graziella Bernabò

Il 18 agosto è stato il centenario della nascita di Elsa Morante (su Panorama libri Terry Marocco  ne parlava qui ). È passato senza grandi celebrazioni un anniversario importante di una delle più grandi scrittrici e intellettuali del nostro paese.

Graziella Bernabò, studiosa di filologia e letteratura, in particolare di scrittura femminile, ha il merito di avere finalmente scritto e pubblicato una biografia completa di Elsa Morante. Parlo di La fiaba estrema. Elsa Morante tra vita e scrittura , pubblicata recentemente da Carocci. In questo saggio la Bernabò racconta la vita della Morante e le sue opere, intrecciando biografia e letteratura, che sono in questo caso intimamente collegate.  

Penso sia illuminante conoscere la vita di una scrittrice come Elsa Morante, a prescindere dall’interesse per la critica letteraria, perché si tratta di una voce fuori dal coro all’interno del nostro panorama letterario e intellettuale. Una mente di primo livello, che oltre ad aver scritto alcune delle opere fondamentali della nostra letteratura, ha anche vissuto una vita pubblica e privata fuori dal comune.

Elsa Morante è stata un talento precoce, ha iniziato a scrivere i primi poemi durante l’infanzia e pubblicò le sue prime opere durante l’adolescenza. La fama vera e propria arrivò nel 1948 con Menzogna e sortilegio e da lì in poi ci sono stati solo grandi successi di critica e di pubblico: L’isola di Arturo, Il mondo Salvato dai ragazzini, La Storia, Arcoeli. Libri che sono entrati a far parte del nostro patrimonio letterario, per il grande talento narrativo e stilistico della Morante e per la sua capacità di parlare a generazioni diverse con le sue storie e i suoi personaggi.

Goffredo Fofi ha accolto con entusiasmo questo saggio su La Domenica de Il sole 24 ore:

“Oltre il superficialmente noto della vita (i due padri, Moravia, la guerra, Pasolini, il ’68, La Storia, il carattere ombroso ed esigente, l’altera coscienza del proprio valore e il rifiuto delle vaste platee e poco d’altro), i lettori possono seguire grazie alla Bernabò i passaggi di una biografia appassionata e appassionante, ricostruita con ampiezza di riferimenti e con l’ausilio delle persone che le sono state più vicine.”

Graziella Bernabò ci racconta Elsa Morante al di fuori del luogo comune, nel tentativo riuscito di ricostruire la complessità di una personalità davvero estrema per il suo tempo: nei rapporti personali, negli affetti, nella scrittura fuori dagli schemi, nei contenuti in anticipo sui tempi e nel linguaggio.

Stiamo parlando di una figura fortissima di donna e di intellettuale libera dagli stereotipi e forse proprio per questo poco raccontata. Una donna libera e complessa, difficile da collocare ed ingabbiare all’interno di una corrente di pensiero precisa. Una figura che manca nel panorama attuale e di cui si sente una grande nostalgia.

Come leggiamo nella quarta di copertina di Carocci:

“Una libertà non disgiunta da una genuina tensione etica, che può spiegare la crescente sintonia con la sua opera di tanti lettori, anche giovani, sollecitati dalla sua voce fuori dal coro. Il libro propone un viaggio attraverso l’intera produzione di Elsa Morante, senza prescindere mai dal singolare percorso di vita della scrittrice sullo sfondo delle grandi problematiche che hanno animato il Novecento.”

Non resta che riprendere in mano le sue opere e rileggerle anche alla luce di quello che Elsa Morante ha vissuto ed è stata nella sua Storia.

La fiaba estrema. Elsa Morante tra vita e scrittura , Graziella Bernabò, Carocci, 2012

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