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“Io sono il Libanese”, arriva il prequel di “Romanzo criminale”

Giancarlo De Cataldo torna a parlare della banda della Magliana con un romanzo sulle origini del Libanese

Io sono il Libanese

Francesco Montanari nei panni del Libanese, in una foto di scena della seconda serie di Romanzo criminale. – Credits: ANSA / EMANUELE SCARPA - US SKY

Nel 2002 il giudice scrittore Giancarlo De Cataldo pubblicava Romanzo criminale , romanzo che ha fatto conoscere a tutti le vicende della banda della Magliana, l’organizzazione criminale che operò a Roma e in Italia tra gli anni Settanta e Ottanta. In poco tempo quella storia ha generato uno stuolo di appassionati, grazie anche alla trasposizione cinematografica di Michele Placido e alla seguitissima serie tv . A dieci anni di distanza, De Cataldo torna sull’argomento con Io sono il Libanese , una sorta di prequel che racconta le origini del carismatico boss della banda.

Il romanzo inizia in carcere. Pietro Proietti, 25 anni, è dentro per una storia di armi; cresciuto sulla strada, progetta di riscattarsi diventando il re degli affari criminali di Roma. Il suo soprannome è il Libanese, ma ancora non è abbastanza conosciuto e temuto per dire di essere qualcuno. In galera però comincia ad avere qualche dubbio circa il suo sogno, pensando che forse sarebbe meglio sistemarsi con una donna e un lavoro onesto. Ma l’occasione arriva improvvisa, quando sventa l’assassinio del nipote di un pezzo grosso della camorra. Sa che con questo gesto si è guadagnato un favore dal boss, un’opportunità d’oro per riprendere i suoi disegni.

Una volta uscito di prigione il Libanese inizia la sua faticosa scalata, ma conosce anche Giada, una ragazza dei quartieri alti che vuole fare la rivoluzione. I due si incontrano, si amano, si scontrano e si perdono. Al Libanese tocca decidersi, stare dentro o fuori, qualunque strada scelga.  

Giancarlo De Cataldo rispolvera gli ingredienti che gli hanno assicurato il successo, e non si fatica a credere che anche questo romanzo possa raccogliere altrettanti consensi, o perlomeno rinfiammare la “Magliana mania”.

Ecco un assaggio delle prime pagine di Io sono il Libanese.

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