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Bret Easton Ellis, il ragazzaccio di Twitter ossessionato da Moreno

Lo scrittore americano lancia strali o lodi sperticate sul social network. Senza filtri, ne ha per tutti. E a Venezia è rimasto incantato dal rapper uscito da Amici

Bret Easton Ellis (Foto Ansa/ EPA/Arno Burgi)

Ha più di 423mila follower e solo briciole di following (156) e i suoi tweet non passano mai inosservati. Lo scrittore americano Bret Easton Ellis, che si fece notare poco più che ventenne con Meno di zero (1985) e conquistò tutti con American Psycho (1991), è ormai una star di Twitter. E i suoi "cinguettii" spesso creano scalpore. Come quando ha dichiarato che Matt Blomer sarebbe stato poco credibile come Christian Grey di Cinquanta sfumature di grigio in quanto gay (e lo ha detto da gay dichiarato). 

Senza filtri Ellis lancia i suoi giudizi su cinema, letteratura, musica, spesso con toni drastici. "Mi ostino a dire quello che penso, senza autocensurarmi", ha detto recentemente in un'intervista a Lettura del Corriere della Sera

Ecco così che sul suo social network preferito (Facebook non gli piace più, ipse dixit), tra gli ultimi tweet ha chiaramente bocciato il film The Butler di Lee Daniels, storia di Eugene Allen, maggiordomo della Casa Bianca per più di trent'anni, ritenendolo di gran lunga inferiore a Riddick di David Twohy, action movie su un antieroe interpretato da Vin Diesel.

Senza peli sulla tastiera ha anche twittato pochi giorni fa: "Il 2013 è finora innegabilmente l'anno peggiore di sempre per i film americani". Saranno contenti i vari Woody Allen (di cui negli States è da poco uscito Blue Jasmine) , Zack Snyder (L'uomo d'acciaio), J. J. Abrams (Into Darkness - Star Trek), Steven Soderbergh (Effetti collaterali)...

Ha anche un certo senso dell'umorismo e dell'autoironia Ellis, visto che al 2013 è da ascrivere anche il suo primo film da sceneggiatore, The Canyons, che in patria ha ricevuto critiche tutt'altro che lusinghiere ("un lavoro deprimente e spiacevole puntellato da lampi di vitalizzante volgarità", per dirla secondo il New York Times) e ha poi avuto il suo red carpet alla Mostra del cinema di Venezia.  Proprio dal Lido, invece, è arrivato il tweet che non ti aspetti: 

 

Dalla kermesse lagunare, quindi, l'autore quarantanovenne ha portato come eredità e quasi come vera ossessione il rapper Moreno, conosciuto tramite MTV e definito "rap star". Sì, Moreno Donadoni, il cantante vincitore di Amici che è stato nell'occhio del ciclone per aver fatto il concerto di chiusura della Festa del PD di Genova e di cui oggi esce una special edition dell'album Stecca.

Be', proprio nell'intervista di cui sopra Ellis aveva detto di usare spesso Twitter in stile adolescenziale: "esprimo sempre le mie opinioni in forma di iperbole: un libro, un film, sono ogni volta il più bello o il più brutto del mondo".

Tra gli ultimi tweet in preda a esaltazioni lo scrittore ha osannato Cantando sotto la pioggia (Singin' in the Rain): "psichedelico, fa sembrare i buoni film cacca di cane". Tra le lodi, quindi, Moreno è in compagnia di un certo Gene Kelly, mica male! 

Non se ne abbiano allora a male Sandra Bullock e George Clooney. "Gravity, del tutto interminabile e privo di suspense", è lo strale cinguettante di Bret Easton Ellis sul loro film. Suvvia, si parla per iperbole. 

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