Libri

10 libri (+ 1 graphic novel) per leggere le biografie di grandi donne. Chi vorresti essere?

Da Édith Piaf a Marguerite Duras, da Anna Bolena a Margherita Hack, ma anche Billie Holiday e Marina Abramovic, Colette, Vivien Leigh e Federica Pellegrini, le biografie delle donne incastonate nella storia

Le 10 (+1) copertine dei libri in oggetto

Donne innamorate, donne segnate, donne che scrivono, che piangono, che soffrono. Le donne e la scienza, le donne e la fatica, le donne di una volta. Donne che si sono perse poi ritrovate, donne in note, donne che sognano. Donne golose, donne sacrificate, donne dannate. Donne di un altro tempo, un’altra epoca, ma sempre moderne. Tutte queste le donne che dobbiamo seguire. Perché sono sempre attuali.  

Édith Piaf, Au bal de la chance. La mia vita
(Castelvecchi, 2013)
Artista sublime e donna tormentata, Édith Piaf racconta le glorie e i dolori della sua esistenza. In queste pagine rivivono gli anni difficili dell’infanzia, le emozioni provate al debutto e il cambio del nome in Piaf, "passerotto", per il suo fisico minuto e per la sua voce dolce e vera come i testi delle canzoni di cui fu autrice. Édith racconta poi il delirio del pubblico dei teatri di tutto il mondo e le amicizie illustri, gli amori sfortunati e i gravi lutti subiti, il rapporto tormentato con l’alcol e con le droghe. Tutto nella voce di una donna inquieta e complessa, che segue le curve e gli intrecci della propria memoria.

Helen Hessel, la donna che amò Jules e Jim di Marie-Françoise Peteuil
(Baldini & Castoldi, 2014)
Helen Hessel, la Catherine del celebre film di Truffaut "Jules et Jim ", ha vissuto all’insegna dell’audacia e della forza delle sue convinzioni. Due volte sposata e due volte divorziata con lo scrittore tedesco Franz Hessel (Jules nel film), ma contemporaneamente innamorata alla follia di Henri-Pierre Roché (Jim del film, colui che scriverà il romanzo omonimo da cui fu tratto il film).

Marguerite di Sandra Petrignani
(Neri Pozza, 2014)
Questo libro racconta la vita di Marguerite Duras, dall’infanzia agli anni centrali fino al delirio megalomane e alcolico della vecchiaia. È la storia di una vita irripetibile che si è intrecciata al colonialismo, alla Resistenza, al Partito comunista francese al ’68, al femminismo, all’École du Regard, alla Nouvelle Vague. Un romanzo struggente che dalla biografia di Marguerite Duras, l’autrice dell’Amante , trae tutto quello di cui la letteratura si nutre: l’amore, la passione, l’inganno, gli slanci del cuore e i rimpianti della vecchiaia.

Anna Bolena. Una questione di famiglia di Hilary Mantel
(Fazi, 2013)
Hilary Mantel si concentra su un anno cruciale della storia moderna, creando un movimentato mosaico di personaggi e proiettando il lettore in un vortice di eventi che smettono di essere storici per divenire tangibili presenze a noi contemporanee. Nel 1535 il primo ministro Thomas Cromwell è riuscito a imporre il volere del re Enrico VIII sul papa, e a ottenere l’annullamento del primo matrimonio del sovrano con Caterina d’Aragona, in favore di Anna Bolena. Ma Anna non viene considerata in grado di dare un erede maschio alla corona. La storia ci ha insegnato i successivi eventi: la condanna per stregoneria e adulterio di Anna, con la sua cruenta esecuzione e la salita al trono della terza moglie, Jane Seymour.

Billie Holiday di Munoz e Sampayo
(BD, 2014)
Il libro è uno struggente omaggio a Billie Holiday, realizzato nel 1989, a trent'anni dalla sua morte. La vita e il lavoro dell’artista vengono raccontati attraverso il personaggio di un giornalista, costretto a scrivere di lei per l’anniversario della sua scomparsa, che ne scopre gradualmente biografia e opere. La storia è quella della dicotomia tra successo e difficoltà, in un'America ancora troppo dominata dal razzismo, in cui il colore della pelle porta ad abusi e sopraffazioni continue.

Promettimi di non morire di Maria Pace Ottieri e Carol Gaiser
(Nottetempo, 2013)
A partire dalla lunga corrispondenza intercorsa tra sua madre, Silvana Mauri, e Carol Gaiser, poetessa americana conosciuta tramite Moravia e Pasolini a Roma negli anni Sessanta, Maria Pace Ottieri ricostruisce, attraverso le lettere che la Gaiser scrisse per tutta la vita a Silvana Mauri, la biografia delicata e dolorosa di una scrittrice americana rimasta bloccata nella magnifica ossessione della Dolce Vita romana, amata e protetta da artisti, scrittori e intellettuali. Promettimi di non morire racconta l’altra faccia dell’America, quella di chi ha mancato la propria vita.

Quando Marina Abramovic morirà di James Westcott
(Johan & Levi, 2011)
Una memorabile performance di dodici giorni in una galleria di New York, nel 2002: Marina Abramović, relegata in un set di tre stanze sopraelevate collegate al pavimento da scale con coltelli al posto dei pioli, si nutre solo dello scambio di sguardi con il pubblico, che osserva le sue mosse. Questo il contesto in cui James Westcott incontra per la prima volta Abramović, divenendone il biografo depositario del mondo privato e pubblico dell’artista che ricostruisce intervistando lei e le persone che meglio la conoscono, partecipando come testimone privilegiato alle performance, accedendo per la prima volta all’archivio personale dell’artista. Il risultato è una visione completa e oggettiva della vita e della carriera professionale della pioniera dalla performance art.

Mi piace essere golosa di Colette
(Voland, 2014)
Colette era una scrittrice famosa, le sue pagine fanno tendenza: le donne si vestono come lei, leggono i suoi libri, l’hanno elevata a mito nazionale. Nell’ottobre del 1938 inizia a collaborare con il magazine Marie-Claire tenendo una rubrica in cui aveva la più totale libertà tanto che i suoi articoli venivano reputati dei veri e propri pezzi di letteratura. Così invece di presentare solo delle ricette Colette finiva per parlare di altro, e anche nei 27 articoli che compongono questo volume possiamo trarre ciò che per l’autrice era in realtà il giornalismo: una sorta di lirismo del quotidiano, uno sguardo libero posato sugli esseri viventi e sulle cose.

Margherita Hack. La stella infinita di Cinzia Lacalamita, Igor Damilano
(Aliberti, 2013)
«La frase che mio marito mi ha ripetuto di più negli anni è “Marga, dove sei?” Ma non quand’ero fuori casa. Proprio qui dentro.. io in una stanza, lui in un’altra. E, a cadenza regolare, il suo “Marga dove sei?” lo dice ancora. E io rispondo “Aspetta, tra un po’ arrivo”. Ma non sempre arrivo subito».
Una grande scienziata che non si è mai tirata indietro di fronte alle battaglie civili in cui credeva. Un’intervista fresca, vivace, una conversazione fra amici sul divano dell’astronomia, fra i suoi libri e i suoi gatti, in un dialogo aperto e a tratti scherzoso che spazia su tanti argomenti: dal matrimonio alla politica passando per la religione, il rapporto con l‘informatica, l’amore per gli animali e la dieta vegetariana, i giovani, la sua Trieste.

Vivien Leigh di Michelangelo Capua
(Lindau, 2013)
Vivien Leigh, l’indimenticabile Rossella O’Hara di Via col vento , era una bellezza che non passava inosservata, di un’eleganza innata, dietro la quale si celavano per altro i tratti pericolosi della nevrosi e dell’ossessione per la perfezione. Fu una donna dal carattere deciso, dal fascino indiscutibile e dal profondo magnetismo, sia sullo schermo che nella realtà, dove pure la sua esistenza inquieta rimase segnata in modo indelebile dalla passione che la legò per venti anni a Laurence Olivier e dalla malattia che la condusse prima alla follia e poi alla morte, all’età di 53 anni.

Il mio stile libero. Nuoto, amore e Rock’n’Roll di Federica Pellegrini
(Mondadori, 2014)
Ti va di imparare a tuffarti con un perfetto coefficiente di penetrazione nei tuoi impegni quotidiani? Vuoi apprendere a fare la virata nelle cose che nella tua vita non sono ancora come tu desideri? Hai desiderio di trasformarti in un bellissimo delfino dentro e soprattutto fuori dall’acqua?
Federica Pellegrini racconta il nuoto come un’elettrizzante metafora della vita: con la pratica del nuoto si apprende ad affermare la propria identità, a tuffarsi verso un amore nuovo, a guadagnarsi ogni giorno una medaglia d’oro di felicità. Nell’allenamento c’è la percezione del proprio corpo, nel sacrificio il consolidamento dei propri valori e nella competizione la capacità di inquadrare l’obiettivo e superare i nostri limiti.

@violablanca

© Riproduzione Riservata

Commenti