Latin lover
Cinema

Latin Lover di Cristina Comencini: 5 cose da sapere

In una commedia corale che è un atto d'amore al cinema anni '60, l'ultima prova d'attrice di Virna Lisi

Sul filo della grazia Cristina Comencini tesse il suo nuovo film Latin Lover, dal 19 marzo al cinema. Commedia corale dal buon ritmo narrativo, pennellata da un umorismo gentile, esplora i rancori, le gelosie e le inevitabili complicità di un gruppo di donne, unite dall'amore (vissuto, non avuto, agognato) verso un grande divo cinematografico, donnaiolo, amante e padre.

Francesco Scianna, con il suo volto dai colori scuri e l'espressività marcata, è il perfetto "latin lover" da epoca passata, quando il cinema italiano faceva scuola e Hollywood aveva fame di talenti mediterranei. È lui, nel ricordo delle sue amate, Saverio Crispo, il grande assente e il mitico attore dalla leggerezza di un bambino e dalla profondità di un vecchio, stella internazionalmente riconosciuta. 
Al decennale della sua morte a San Vito dei Normanni, sede della sua ultima dimora, si raduna il gineceo di ex mogli e figlie... Ad accogliere tutte c'è la prima moglie Rita (Virna Lisi) con la primogenita Susanna (Angela Finocchiaro). Dalla Spagna arriva la seconda moglie Ramona (Marisa Paredes) con la figlia Segunda (Candela Peña). Dalla Francia sopraggiunge la seconda figlia di Saverio, frutto di una scappatella con una costumista, Stephanie (Valeria Bruni Tedeschi). Dalla Svezia ecco la più piccola, Solveig (Pihla Viitala). È invitata pure la figlia americana, Shelley (Nadeah Miranda). E non mancheranno sorprese.

Ecco cinque cose da sapere su Latin Lover:

 

1) Il rapporto tra le donne e un uomo mitico

"Latin Lover nasce dalla voglia di raccontare il rapporto tra donne, mogli e figlie, e un uomo mitico", racconta Comencini, che ha avuto anche lei un padre di peso, il grande Luigi Comenicini, e che ha scritto il film insieme a Giulia Calenda. "Ci è piaciuto mischiare la figura lontana di quest'uomo con la lontananza divistica dello schermo, facendo insieme a questo discorso sulle relazioni anche un discorso sul cinema". 
All'inizio queste donne ferite, realizzate, arrabbiate, allegre sono per lo più divise, in competizione tra di loro, ma pian piano scoprono tragicomiche affinità, maturando una nuova identità femminile. Quando la figura leggendaria di Saverio scende dal piedistallo per mostrarsi nella realtà, le donne coinvolte scoprono la libertà di essere finalmente se stesse. A Paredes, una delle muse di Pedro Almodóvar, è affidata una battuta liberatoria.

2) Un cast intercontinentale

"È stata un'esperienza straordinaria questo set in cui si parlava francese, italiano, spagnolo...", racconta Nadeah Miranda, cantautrice australiana che nel film canta due hit della tradizione italiana, Quando Quando Quando di Alberto Testa e Tony Renis e Tornerai di Nino Rastelli e Dino Olivieri. 
Siamo "una famiglia intercontinentale", dice infatti la Susanna di Virna Lisi. 
Comencini cerca però di non calcare troppo gli stereotipi legati alle diverse nazionalità, usandoli solo per manciate comiche, come quando la focosa Solveig si giustifica: "Io non volevo. Sono svedese".
Per Paredes Latin Lover è stata anche l'occasione per tastare il registro della comicità: "Per me è stata una grande gioia fare commedia, perché recito sempre in drammi e melodrammi, tra lacrime".

3) A Virna

Chiude il film la dedica "A Virna". Virna Lisi è morta lo scorso 18 dicembre: Latin Lover, che l'attrice non ha potuto vedere finito, è la sua ultima interpretazione cinematografica. "Virna Lisi mi manca moltissimo", ha detto Cristina Comencini, che l'aveva già diretta in Va' dove ti porta il cuore Il più bel giorno della mia vita. "Ho sempre amato la sua grande vena mai sdolcinata che oggi le avrebbe fatto dire tutto quello che davvero pensava del film. Ha fatto poi la scena più bella: quella da ubriaca. Ho pianto tanto per lei, ma poi ho pensato che Virna volesse solo tornare a stare con il marito. E questo mi ha placata".
"Durante le riprese Virna mi ha raccontato tante storie e aneddoti su registi e attori, ad esempio su Frank Sinatra", è il flashback di Pihla Viitala, "sono felice di aver ascoltato i ricordi di questa grandissima attrice". 
"È stata una gloria lavorare con Virna", parola di Marisa Paredes.

4) Atto d'amore verso il cinema anni '60-'70

Del fantomatico divo Saverio Crispo (Scianna) vengono ripercorsi i fasti, dal teatro alla commedia ai film impegnati passando per la meravigliosa stagione francese fino al periodo svedese dei grandi conflitti metafisici e ad Hollywood, dove ha girato i suoi "film più brutti".
Comencini intanto lancia così il suo inno d'amore al grande cinema italiano anni '60-'70. Lo sancisce anche la scritta finale: "Saverio è frutto dell'immaginazione. Il grande cinema di quegli anni è veramente esistito".
"È il cinema da cui veniamo tutti, non solo gli italiani", dice la regista. "Erano liberi di fare qualsiasi tipo di cinema; il viatico più grande che dobbiamo avere da loro è la capacità di essere liberi. Ma questo grande cinema lasciava fuori molti fuoriscena, forse noi li stiamo raccontando".
Nel cast molto femminile tra i pochi uomini ci sono Neri Marcorè, Claudio Gioè, Lluís Homar e Jordi Mollà, attore spagnolo che vedremo presto in due titoli hollywoodiani attesi, In the Heart of the SeaAnt-Man. "Ho imparato l'italiano per colpa dei grandi film italiani, di Visconti, Fellini, De Sica, Pasolini...", racconta Mollà. "Mi sembrava di voler vivere i loro film in prima persona e forse ho deciso di fare l'attore per colpa loro. Questo film è un omaggio a tutto questo; ho detto a Cristina sì non per il personaggio, ma per un film, per un'epoca, un profumo con cui mi sento completamente identificato". 

5) La ricostruzione di classici del cinema

Al direttore della fotografia Italo Petriccione è spettato il piacevole compito di ricostruire ritagli di classici del cinema nelle loro atmosfere, nei bianchi e neri, nei colori sopiti. L'emozionante breve montaggio su Saverio Crispo è stato girato in quattro giorni: "Facevamo sei scene al giorno: è stato abbastanza schizofrenico", ricorda Scianna. 
Al pubblico il divertimento di riconoscere le pietre miliari del nostro cinema di cui è stato reso protagonista Saverio. Noi ve ne diciamo solo due: La classe operaia va in paradisoIl sorpasso.

Voto: 3/5
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