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Sheena Wagstaff: al Metropolitan Museum l’arte è donna

PICK&CHIC – L’arte è donna? Difficile dare una risposta univoca. Sicuramente la figura femminile è stata la musa d’eccellenza da quando la parola arte è comparsa nella coscienza del genere umano ma è pur vero che artiste affermate se ne …Leggi tutto

PICK&CHIC – L’arte è donna? Difficile dare una risposta univoca. Sicuramente la figura femminile è stata la musa d’eccellenza da quando la parola arte è comparsa nella coscienza del genere umano ma è pur vero che artiste affermate se ne contano sulla punta delle dita (la libertà d’espressione è conquista assai recente per l’emisfero rosa e non ancora globale…).

Non che mancasse l’abilità e il genio, ma solo perché il diletto pittorico, e non solo, era quasi ad esclusivo appannaggio del sesso forte. Dalla pittrice del Seicento Artemisia Gentileschi alla caliente e arguta messicana Frida Khalo, fino a Tamara de Lempicka e alle contemporanee Vanessa Beecroft e Marina Abramovic (solo per citarne alcune), sono tante le donne che hanno dato, però, testimonianza di avanguardia sia artistica che sociale. E finalmente anche il Metropolitan Museum of Art di New York ha scelto di puntare su una donna (era ora!). Il museo newyorkese ha appena chiamato Sheena Wagstaff, capo curatrice della Tate Modern di Londra dal 2001, a dirigere un nuovo dipartimento dedicato all’arte del XX e XXI secolo. La Wagstaff ha già curato retrospettive di altissimo spessore: Edward Hopper, Barnett Newman, Eva Hesse e Roy Lichtenstein le prime che mi vengono in mente, ma la lista è lunghissima. Fino ad ora il Met includeva in una sola sezione la pittura europea del XIX secolo, l’arte moderna e contemporanea. Ora, grazie a Sheena, dal 2015 il Metropolitan avrà un’area dedicata che occuperà anche l’edificio di Madison Avenue attualmente sede del Whitney Museum of American Art, che traslocherà, invece, nel Meatpacking District.
Secondo Carol Vogel del New York Times il museo Met non ha mai potuto competere seriamente con gli altri templi devoti all’arte contempornea di New York, primo fra tutti il MoMa. Ma ora che l’ardua impresa è nelle mani della Wagstaff sono sicura che la Grande Mela avrà un nuovo polo da esplorare per i cacciatori di mostre. La nuova curatrice promette una linea di pensiero innovativa, per allestimento e tematiche da afrontare nella futura programmazione museale, «perché è la voce degli artisti che da sempre ci ha permesso di capire il momento storico passato e presente, e sarà lei al centro dell’attenzione da ora in poi», parola di “Lady Met Wagstaff”.

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