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Caroline Criado-Perez, Twitter, l’uragano e il Dio delle piccole cose

THE PURPLE ROOM – Caroline Criado-Perez si è guadagnata i titoli dei giornali. Ma non per quello che ha fatto, ma per quello che le è successo. L’attivista britannica alla guida di un’organizzazione che lavora per aumentare la presenza di …Leggi tutto

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Mary Macleod, membro conservatore del Parlamento; Mark Carney, Governatore della Banca d’Inghilterrra; Stella Creasy, membro laburista del Parlamento e Caroline-CriadoPerez, co-fondatore di Women’s Room posano per la presentazione della nuova banconota da dieci sterline che ritrae Jane Austen (Chris Ratcliffe – Pool / Getty Images)

THE PURPLE ROOM – Caroline Criado-Perez si è guadagnata i titoli dei giornali. Ma non per quello che ha fatto, ma per quello che le è successo. L’attivista britannica alla guida di un’organizzazione che lavora per aumentare la presenza di donne fra gli esperti nei media, ha ricevuto su Twitter qualcosa come cinquanta aggressioni all’ora per dodici ore e una di queste ha portato all’arresto di un uomo responsabile delle minacce di morte e stupro. La colpa di Caroline? Un peccato veniale: aver sostenuto con una petizione la scelta di Jane Austen come volto per le nuove banconote da dieci sterline, in alternativa a quello di Charles Darwin. La Banca d’Inghilterra ci ha messo del suo, approvando il personaggio, una mossa che ad alcuni concittadini di Caroline, come si è visto, non è andata giù.

A parte il fatto che, se le persone responsabili delle minacce tenevano tanto a Darwin da volerne vedere il volto sulle nuove banconote, avrebbero potuto organizzare una propria petizione in concorrenza con quella per Jane Austen che ha il merito, se non altro, di far vedere almeno un viso di donna sulle banconote in circolazione. A parte anche il fatto che l’uso poco democratico e poco intelligente dei media, come strumento per lanciare minacce, ha paradossalmente ottenuto il risultato contrario a quello sperato: Caroline, infatti, ha guadagnato un sacco di pubblicità. La sua nuova proposta per l’installazione di un bottone su Twitter per riportare gli usi abusivi del mezzo ha già raccolto più di 50mila firme. Il punto è che la storia di Caroline ricorda quella di Roxcy Bolton.

Roxcy, classe 1926, presidente della sede di Miami della National Organization for Women, ha organizzato rifugi per le donne bisognose e vittima di violenza; si è impegnata per porre fine alle pubblicità con connotazioni sessuali; ha combattuto per il congedo di maternità per le hostess e per mettere al bando la tradizione delle sale da pranzo solo per gli uomini nei ristoranti della Florida.

Soprattutto, Roxcy, come Caroline, era consapevole del grande potere delle piccole cose. Come una banconota, che passa di mano in mano, e lancia un  messaggio senza dire una parola. O come gli uragani che, per convenzione e a partire dalla Seconda Guerra Mondiale, avevano nomi di donna. Ma Roxcy ha detto no: “Le donne non sono disastri naturali che distruggono la vita, le comunità e che lasciano effetti devastanti dietro di sè”. All’inizio degli anni Settanta, dunque, Roxcy è partita per la sua crociata contro il Servizio Meteorologico Nazionale. Nel 1979, il Servizio Meteorologico Nazionale e l’Associazione Mondiale di Meteorologia hanno capitolato: l’elenco in ordine alfabetico di nomi per gli uragani alterna nomi maschili a nomi femminili.

Le piccole cose, fa sempre bene ricordarlo, nascondo spesso grandi significati.

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