@Microsatira: fate finta che io sia un bellissimo negozio di scarpe introvabili e in saldo

Vi siete mai chiesti chi ci fosse dietro a quel chihuahua occhialuto su Twitter? Beh, io si, e ho scoperto che ama i dolci, viaggiare e che è single… donne, accorrete! Tanto per incominciare perché “micro”? Ho dato alla …Leggi tutto

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Vi siete mai chiesti chi ci fosse dietro a quel chihuahua occhialuto su Twitter? Beh, io si, e ho scoperto che ama i dolci, viaggiare e che è single… donne, accorrete!

Tanto per incominciare perché “micro”?

Ho dato alla luce Microsatira a fine gennaio 2010 (un acquario, segno idealista e dalla mente aperta), in funzione specifica di Twitter e dei suoi 140 caratteri. Non a caso Twitter stesso è una piattaforma di microblogging, ossia un universo composto di tanti microblog. Da qui il “micro” presente nel nome.
E chi meglio di un chihuahua occhialuto, ossia di un microcane rompipalle e fastidioso, poteva rappresentare degnamene Microsatira e la satira in genere, fatta da piccoli cani che azzannano al collo grandi dobermann!

Che lavoro fai nella vita fuori da Tw?

Io sono un noiosissimo ingegnere gestionale attualmente responsabile della logistica di una azienda. In sostanza detta così sembrerei pure una persona seria e credibile.
Mi sarebbe piaciuto fare il calciatore professionista, con le gambe storte direi che ci siamo.

Tempo fa c’è stata la polemica delle battute rubate su Tw da comici importanti, tu sei stato “vittima” di uno di questi plagi. Come l’hai presa?

Ammetto che la cosa mi aveva un po’ infastidito, perché essere clonato da un pincopalla qualunque fa parte del gioco (a me ad es. succede di continuo in Twitter stesso), mentre subirlo da un qualcuno che poi ne trae profitto mi suona da furberia tipicamente italiana. Alla faccia della meritocrazia insomma.

In ogni caso vale sempre il detto “Meglio essere copiati che copiare”.

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Tu hai un seguito importantissimo come sei arrivato ad avere tanti follower ma soprattutto quanto tempo dedichi ai social per essere così presente on line?

Dando per scontato che si scrivano contenuti di buon livello (pare che il mio sia tale vedendo i risultati), penso che per crescere a livello di follower ci vogliano 4 cose: applicazione, pazienza, convinzione e perseveranza.

La mia presenza online in realtà credo sia molto minore di quanto può sembrare, tutto sommato infatti non pubblico molti tweet ogni giorno (cerco sempre più la qualità che la quantità) e alla sera e nel weekend solitamente sono poco presente se non del tutto assente, necessito di disintossicarmi dalla satira, da internet e dalle schifezze del mondo! alby04.jpg  Quello che è certo è che il peso della responsabilità di quei millemila followers si fa sentire eccome, alla pubblicazione di ogni tweet si associa regolarmente una certa ansia da prestazione, come uscire fuori a cena con Adriana Lima (o Andrea Delogu!). (ahaha scemo! )

Progetti per il futuro da Microsatiro?

Attualmente ho una collaborazione con gli Sgommati, trasmissione satirica di Sky e ho iniziato a preparare il materiale per l’ebook (autoprodotto) con le migliori frasi di Microsatira del 2012 (che poi venderò su Amazon, come quello del 2011). Ho già pronto il titolo, tratto da una frase pubblicata di recente: “Spagna in piazza, Grecia in rivolta, Italia Uno”.

Per il futuro chi lo sa, vedremo se arriveranno nuove proposte di collaborazione o nuovi progetti, che danno anche un senso al portare avanti un impegno non da poco qual è Microsatira stessa.

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Senza dover per forza criticare chi compra follower per avvicinarsi a profili importanti come il tuo, come potresti spiegare questa moda che si sta diffondendo, non solo su tw ma anche su Fb?

Ho la sensazione che sia un male tipicamente italiano, ossia l’apparire, il voler cercare visibilità a tutti i costi, il dire “io ce l’ho più lungo del tuo” (politici italiani docent), il cercare più l’estetica che la sostanza.

In Twitter ad esempio ci si dimentica troppo spesso che il n° dei follower è un metro di valutazione molto relativo che dice tutto e nulla, alla fin fine ciò che conta è la risonanza che hanno i tweet e la loro qualità. Il resto è fumo negli occhi, per non parlare di tecniche accalappia-followers molto furbine, tristi e diffuse.

Tu, che uomo sei fuori dal tuo “profilo”?

Dismessi i panni (strettissimi!) del chihuahua, sono un ragazzo single e senza alcun figlio sparso per il pianeta, quindi donne accorrete in massa, fate finta che io sia un bellissimo negozio di scarpe introvabili e in saldo! Io poi vi aiuto a calzarle, ho mani delicate e sapienti. (momento provolone dell’intervista)

Se tu potessi tornare indietro, cosa non rifaresti?

Farei soffrire meno qualche persona, ma spesso è solo colpa della mancanza di esperienza, quindi ciò va accettato come un dazio, anzi una accisa, da pagare alla vita.

3 profili tw da consigliarci?

Preferisco consigliare di seguire la mia lista “Segnalibri”, che man mano aggiorno con i tuitteri che mi incuriosiscono. Una piccola eccezione affettivo-artistica la faccio per @serafinobandini e @Angiolettofree.

Sei felice?

Credo di essere realmente felice quando mangio una fetta di tiramisù o mentre sono in viaggio e mi confronto con luoghi, persone, culture e usanze diverse dalle mie e dalle nostre. Il resto del tempo lo passo nella malinconica attesa (in senso Baudelaire-iano) della prossima partenza. O della prossima fetta di tiramisù. E comunque, come disse Lucio Dalla, “Ah, felicità, su quale treno della notte viaggerai? Lo so che passerai, ma come sempre in fretta, non ti fermi mai.”

THE END

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